Cambiavento

Alcuni rilievi sul bilancio della Fondazione Crimola

Pubblicata il 22 settembre 2017

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Spett. redazione,
analizzando il Bilancio della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola al 31/12/2016, rilevo: Totale Attivo al 31/12/2016 Euro 213 milioni, Totale Attivo al 31/12/2015 Euro 249 milioni. Perbacco! Son spariti Euro 36 milioni, dove sono andati?
Scorro un po' di pagine e vado al Conto Economico, rilevo: Svalutazione nette strumenti finanziari non immobilizzati -20,4 Milioni di Euro, poi, Svalutazione netta immobilizzazioni finanziarie -6,1 Milioni di Euro, Totale -26,5 Milioni di Euro.
Ma che disastro è avvenuto?
Vado alla relazione sulla Gestione Bilancio e leggo “Il Bilancio 2016 chiude con un Disavanzo di 23,3 milioni di Euro non dovuto a transazioni conclusesi negativamente, ma è l'esito di approfondite valutazioni tecnico contabili effettuate in sede di redazione di Bilancio dell'Esercizio chiuso al 31/12/2016 al fine di fare una rappresentazione veritiera e corretta del patrimonio della Fondazione alla luce ed in applicazione di nuovi principi contabili nazionali”.

Cerchiamo di tradurre in poche parole quanto sopra virgolettato. La precedente Gestione della Fondazione ha fatto investimenti su titoli mobiliari il cui valore oggi si è deprezzato enormemente. Nei passati bilanci - la legge lo consentiva (per un buon padre di famiglia, tanto più di un Ente benefico, assai meno) - , tali Titoli venivano riportati al valore di carico, tralasciando il valore effettivo del momento. Ora col ricambio gestionale, la nuova Amministrazione della Fondazione, giustamente e saggiamente, non vuol sentirsi responsabile di simile disastroso disavanzo dovuto ad altri, né occultarne gli effetti e aggiorna al valore attuale il suo portafoglio finanziario.

A questo punto alcune domandine dovremo pur porcele! Chi ha acquistato tali Titoli che hanno generato tali rilevanti minusvalenze? Il Presidente e gli Amministratori avevano il compito di gestire il patrimonio di una Fondazione il cui scopo è prevalentemente benefico, ergo, massima doveva essere la prudenza negli investimenti.

Rumors cittadini raccontano che tali fatti investimenti potessero agevolare per qualcuno l'attribuzione di un posto ben remunerato nei diversi Cda. Dò per scontato che eventuali emolumenti percepiti sulla base di tali eventuali partecipazione ai Cda per conto della Fondazione, siano stati riversati nelle casse della medesima (cosa da ritenersi più che normale) e questo avvenga anche per il futuro.
Quale Cittadino imolese, non disdegnerei che qualcuno mi fornisse chiarimenti circa quanto sopra esposto, in particolare, da chi, a quei tempi, doveva controllare l'operato dei vertici della Fondazione. Tutto normale questo?

(Luciano Pirazzoli)

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