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La Diocesi "dona" palazzo Monsignani ad appartamenti per poveri e alla cultura

Pubblicata il 13 ottobre 2017

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La Diocesi destina palazzo Monsignani ad appartamenti per i poveri e alla cultura
Imola. “Sono molto contento che palazzo Sassatelli (più conosciuto come Monsignani, ndr) che fu acquistato dalla Diocesi a inizio '900 anche grazie a un'offerta del Papa ora sia anche a servizio delle famiglie bisognose, della cultura, di una pluralità di soggetti nell'ottica di uno scambio fra la chiesa e il mondo”. Sull'operazione già in atto nel palazzo più grande, circa 30mila mq secondo solo al palazzo comunale, di proprietà della Diocesi nel pieno centro della città arriva la benedizione fondamentale del vescovo Tommaso Ghirelli.

I filoni sui quali ci si sta muovendo sono tre: la realizzazione di appartamenti per persone in forte difficoltà economica e giovani coppie, di conseguenza la messa a reddito di un'altra parte del palazzo che porterà comunque più gente in centro storico e una maggiore valorizzazione culturale storico-artistica. Un cambiamento quasi epocale e importante anche se ovviamente da solo non basterà a risolvere i problemi che sono sempre più evidenti nella città.

Come ha spiegato l'economo della Diocesi Giuseppe Marani “in accordo con la Caritas abbiamo già ristrutturato due appartamenti dove vivono persone che così trovano un'alternativa positiva rispetto a una sistemazione all'aperto nell'inverno incombente. Un altro è in fase di ristrutturazione. L'affitto per questi tre appartamenti sarà molto basso, di 180/200 euro mensili con un'entrata dalla via Emilia. Altri cinque appartamenti, speriamo entro il prossimo anno, saranno riqualificati per destinarli a giovani coppie sempre con canoni di 150/180 euro mensili coperti da risorse della Diocesi. Tre saranno davanti alla cattedrale di San Cassiano e due vicini alla piazzetta dell'Ulivo. I criteri per accogliere le giovani coppie saranno definiti nei prossimi mesi. Ci sono poi altri otto appartamenti che necessitano di lavori più impegnativi, attualmente abitati da persone che non riescono a pagare il canone. Per questi ci si sta ragionando, ma avranno tempi più lunghi”.

Passando alla parte messa invece a reddito, l'azienda informatica e di innovazione Sister che lavora sui computer ha deciso di trasferire la propria sede nei locali che erano occupati dal museo delle Tastiere dell'Accademia Pianistica (si tratta di un'area di 300 metri quadrati). L'intenzione di Sister è di incrementare, entro il 2018, il proprio organico portandolo a 20 dipendenti. “Potevamo andare a Bologna dove vivono alcuni nostri lavoratori – spiega il presidente di Sister Alessandro Saravalli - oppure trovare una sede anonima in zona industriale visto che dobbiamo traslocare perché abbiamo bisogno di maggior spazio per i nuovi dipendenti. Decidendo per il centro storico, stiamo notando che alcuni nostri lavoratori che abitano già a Imola stanno cercando un'abitazione nel cuore della città e chi arriva in treno comunque porterà un indotto interessante. Il centro storico deve essere vivo e vivace il più possibile anche per impedirne il degrado (aggiungiamo noi avanzante quindi la decisione è positiva, ndr)”.

Anche l'ultimo filone, quello culturale, va nella direzione di migliorare la qualità della vita e di recuperare il centro storico a chilometro zero. Intanto domenica 22 ottobre alle 16.45 nelle sale nobili di palazzo Monsignani sarà presentato il libro “Saxatella Gens” di Carla Cacciari e Giuliana Zanelli con a seguire la sonata “La Sassatella" a cura del dipartimento d'archi dell'Accademia pianistica e al termine si terrà un invitante rinfresco, tratto da antichi ricettari e riformulato dallo chef Matteo Plazzi, nel loggiato superiore del palazzo.
In secondo luogo, Università aperta ha promosso un corso su “I Sassatelli Il palazzo, la famiglia, le storie attraverso la vita della città per quasi mille anni”. La descrizione dettagliata e completa del corso si può consultare sul sito di Università Aperta (www.univaperta.it) sulla rivista ua | 3p ritirabile presso la segreteria di Università Aperta (piazza Gramsci 21 – Imola) e all'Informacittadino. Ma non è finita qui: l'idea è di organizzare in futuro visite guidate di palazzo Sassatelli arrivando pure alle cucine dove c'era un macello e ai pozzi fino a scoprirne tutti i segreti che sono scritti in un antico inventario.

(m.m.)

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