Cambiavento

Violenza sulle donne, autofobia e indottrinamento

Pubblicata il 17 ottobre 2017

Vai alla sezione Lettere e Commenti »

Quello contro le donne è stato uno dei più antichi e radicati pregiudizi che il genere umano abbia potuto esprimere, come a dire che “tutto fra uomini” è meglio dell'irrecuperabile deficienza dell'essere femminile in tutti i campi, dell'etica, della morale, della politica e della società.

Strano ma vero, l'imposizione del velo alle donne in pubblico non si diffuse in qualche remota provincia afgana ma bensì nella culla della nostra civiltà occidentale ossia l'Atene democratica che imponeva alle loro donne di “distinguersi” così da tutte le altre; da quelle persiane o siriane ad esempio che, senza imposizioni sessiste del genere, godevano a quei tempi di ben più alta “considerazione” sociale.
Le donne ci hanno sempre però messo del loro per ridefinire questi canoni d'identità e soggettività, troppo spesso a sminuirsi rispetto al maschio in una sorta di autofobia indotta da secoli di indottrinamento; oggi fortunatamente non è più così, l'angelo del focolare del terzo millennio non ha più paura della solitudine né patemi di autostima e questo è un bene per la società in cui viviamo.

Da qui si evince che alle donne non è stato assegnato dalla natura il compito di sacrificarsi, farsi dominare, guidare e correggere, segno di un'atavica debolezza e irresponsabilità tanto da considerarle come delle minorenni a vita ed incapaci di decidere del proprio futuro; è bastato, ma servirà più coraggio, abbandonare le fragilità che spesso accompagnano la disistima per essere capaci di reagire alle passività che possono sopraffare, senza reprimere i propri istinti e soprattutto senza lasciare all'altro sesso il compito, come avviene oggi, di esprimere la violenza nei loro confronti.

Autonomia, responsabilità, senso del dovere e capacità di trasmettere valori come e ancor più dei maschi, le donne oggi trasmettono alle comunità, ed ancor più ai propri figli, una tenacia e un'ambizione che in tempi di crisi come quelli che viviamo non è poco; anche se in gran parte ancora lavorano a casa, e questo non da un grande esempio di realizzazione professionale, navigano in rete relazionando non solo su acquisti online ma sono anche a vodeorecensionare prodotti acquistati. Un percorso evolutivo questo di quelle che non si accontentano troppo di una vita poco movimentata e che ha visto ad esempio un esercito di “mamme videobloggers” valutare come usare media diversi per raccogliere e condividere informazioni esprimendo eccellenza di autoimprenditorialità.

In linea con la Convenzione di Istambul, il nostro Parlamento sta operando in materia di legge su temi diversi, come quello di sostenere donne o minori coinvolti nella fase processuale o dove finalmente si riconosce e si definiscono le violenze compiute entro le mura di casa da mariti, amanti, fidanzati, ecc. Rassicura pensare che tutto ciò le renderà più sicure ma gli allarmi sociali connessi con l'aumento dei reati verso loro non danno tregua e ciò la dice lunga di quanta strada c'è ancora da fare a proposito, a partire dalla mancanza di luoghi attrezzati nei Tribunali dove oggi le donne devono ancora attendere l'udienza fianco a fianco con l'aggressore.

Per le donne del terzo millennio le paure di solitudine, suffragate da anni di indottrinamento sessista, non fanno più parte del proprio corredo cromosomico ma le leggi che ancora autorizzano le usanze tribali in tanti Paesi del terzo mondo contro i loro diritti fanno orrore; sono queste “zone grigie” dove civiltà e progresso si sono fermati e dove colpevolmente sono ancora le autorità religiose che possono legiferare in tema di famiglia avversando drammaticamente i diritti essenziali delle spose e delle bambine.

(Giuseppe Vassura)

Condividi questa notizia

facebook twitter linkedin google email
Tutte le sezioni
Notizie per località
Credits
Editore Xaiel srl
Via Rio Palazzi, 37
40026 Imola (BO)
direttore@leggilanotizia.it

P.IVA 02226881205
© Copyright 2011 Xaiel srl.
Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

Testata registrata presso il Tribunale di Bologna n.8167 del 16 marzo 2011. Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 15545

Questo sito è interamente gestito con il CMS i-Plug
Realizzazione sito:
Punto Triplo Srl