La pace senza le bombe, Nobel all'Ican

Pubblicata il 17 ottobre 2017

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La pace senza le bombe, Nobel all
“Gli ordigni nucleari statunitensi dislocati sul continente europeo per il cosiddetto programma di “nuclear sharing” sono almeno 150”. "Rete Italiana per il disarmo" ricorda sul suo sito) che le armi nucleari sono già tra noi.
Archivio Disarmo, insieme a Senzatomica e altri (8 in Italia), è una delle 468 organizzazioni sparse in 101 paesi che fanno capo a Ican (International campaign to abolish nuclear weapon), la coalizione di attivisti che porta avanti la campagna per abolire le armi nucleari che è stata premiata con il Nobel per la pace. “Per il suo ruolo nel fare luce sulle catastrofiche conseguenze di un qualsiasi utilizzo di armi atomiche e per i suoi sforzi innovativi per arrivare ad un Trattato che le proibisca”, questa la motivazione. In qualche modo un pezzetto di premio è pertanto anche italiano.

Secondo i dati della Federation of american scientists, ripresi da Rete Disarmo, di bombe atomiche ce ne sono 20 in Belgio, 20 in Germania, 20 nei Paesi Bassi, 50 in Turchia e ben 40 in Italia (ad Aviano- PN e Ghedi- BS). Non solo: una parte delle bombe, in base al principio della “condivisione nucleare” della Nato, in caso di conflitto saranno lanciate da aerei del paese ospitante; ad esempio quelle di Ghedi.

Ican, organizzazione non profit che ha sede a Ginevra in Svizzera e ha a capo una signora svedese, Beatrice Fihn, direttore esecutivo, nell'ultimo anno grazie alla sistematica pressione sulle istituzioni è riuscita a concludere il negoziato per il Trattato, adottato in luglio dall'Onu grazie al voto di 122 Stati, di messa al bando degli ordigni nucleari, che entrerà in vigore quando almeno 50 paesi lo ratificheranno. E' il primo accordo internazionale vincolante per la completa proibizione di costruire o detenere testate atomiche.
E' molto importante almeno per la rimozione delle armi installate nei paesi ospitanti, indipendentemente dal fatto che gli stati che le fabbricano aderiscano, come è molto probabile. L'obiettivo è ora quello di fare aderire al Trattato quanti più paesi possibile. In Italia il Trattato è stato discusso in parlamento, ma le mozioni sono state bocciate dalla maggioranza. “Noi vogliamo continuare a ricordare al mondo che questo sono armi disumane, di distruzione indiscriminata della popolazione civile e non sono sicure nelle mani di nessuno”, dice la Fihn nelle interviste rilasciate in questi giorni.

Secondo un rapporto del 2016 basato su stime di alcune organizzazioni come lo Stockholm international peace research institute o la Federation of american scientists nel mondo ci sarebbero 15.383 testate nucleari: la parte del leone nella fabbricazione è della Russia con 7300, poi gli Usa con 6970, 300 Francia, 215 Gran Bretagna, Cina 260, India 120, Israele 80, Pakistan 130, 8 Corea del Nord.

Molto interessante è il modo di agire di Ian. E' un gruppo di pressione monotematico, si muove come una lobby, tipo quella delle armi o del petrolio, ma portando avanti in maniera trasparente e responsabile interessi che, anche se “di parte”, hanno lo scopo di migliorare la nostra società. Esercita una forte pressione sulle istituzioni con una spinta che pur nascendo dal basso, punta sul numero e la qualità dei sostenitori e finanziatori, producendo così un formidabile effetto leva e amplificando la capacità di influenza. Raccoglie simpatie trasversali, mettendo insieme personaggi famosi e organizzazioni di varia provenienza, che puntano però tutte ad un solo obiettivo: rendere il mondo libero dalle bombe nucleari. Processo indispensabile, e che sarà sotto la responsabilità di ogni cittadino del mondo. Ma non certo facile, dove le ambizioni nucleari della Corea del Nord sono sempre più minacciose e il presidente statunitense Donald Trump ha attaccato la rete televisiva NBC colpevole di avere rivelato che il capo della Casa Bianca vuole "decuplicare" l'arsenale atomico statunitense. "Pura invenzione,'fabbricata' per screditare", ha scritto Trump su Twitter.

(Caterina Grazioli)

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