Pronto soccorso, secondo i sindacati riorganizzazzione non adatta ai bisogni

Pubblicata il 20 novembre 2017

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Pronto soccorso, secondo i sindacati la situazione è sempre più critica
Imola. La situazione del Pronto soccorso è sempre più difficile e i tempi di attesa sono lunghi e inadeguati. A dirlo sono i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil.

In una nota, i tre sindacati sostengono che "sono diverse le criticità che hanno accompagnato la riorganizzazione: la prima, il sistema informatico, che rallenta la gestione delle procedure amministrative di presa in carico del paziente, allungando i tempi di attesa presso i locali del pronto soccorso, che sono arrivati a toccare, per la prima visita, punte di 10 ore per i codici verdi e 3/4 ore per i codici gialli. Aggravando i carichi di lavoro del personale costretto ad affrontare un utenza, che a giusta ragione viste le attese, diventa sempre più insofferente. La seconda, la rotazione degli infermieri su più reparti di altissima specialità che prevedono percorsi di formazione e di acquisizione delle competenze prolungati e complessi, che invece richiederebbero una specializzazione dedicata ed una assegnazione ad un singolo reparto (è inimmaginabile che infermieri dell'emergenza territoriale, quelli che intervengono in ambulanza non abbiano una assegnazione dedicata nel servizio)".

"Atro esempio di criticità legata a questo aspetto - concludono i sindacati di settore - è la permanenza in Pronto soccorso del personale dell'automedica, che invece per definizione dovendo intervenire sui casi più gravi dovrebbe stare sul territorio per accorciare i tempi di intervento. A questi invece è richiesto di fare prestazioni in P.S. con il rischio di dover sospenderer la prestazione in corso (con la speranza che qualcun'altro possa intervenire) per correrer fuori a fare l'intervento con l'automedica.
Inoltre la riorganizzazione del P.S. Ortopedico e l'esternalizzazione del barellamento sono altri due fattori di criticità che aggravano il contesto. Il tutto gestito da un unico coordinatore che deve seguire tutti quest reparti, condizione unica e assai contestata e discussa all'interno dei reparti.
Per questo abbiamo chiesto un confronto con il personale dell'emergenza e del 118 alla Direzione infermieristica per cercare le giuste soluzioni ai problemi, confronto che ci è stato dato ma tagliando fuori il personale, convocandoci quindi senza di esso. Riteniamo che le riorganizzazioni debbano partire dal punto di vista dei lavoratori che ci lavorano dentro per migliorare la qualità dei servizi. Per questo alzeremo il livello della vertenza e se non ascoltati in azienda non esiteremo a manifestre anche all'esterno il nostro dissenso".

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