20 anni di Trama

Pubblicata il 21 novembre 2017

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20 anni di Trama
Vent'anni fa nasceva a Imola Trama di Terre per iniziativa di 14 donne di 5 nazionalità diverse. L'Associazione, da sempre impegnata sull'accoglienza e i diritti delle donne immigrate, ha progressivamente esteso la sua attività fino a divenire un punto di riferimento fondamentale sul territorio per le donne e le Istituzioni.
Trama di Terre ha sviluppato negli anni il proprio lavoro applicando una visione femminista della realtà, adottando pratiche e soluzioni coerenti che ha difeso e affermato con la presenza e la partecipazione alla vita politica della città. Il sostegno concreto alle donne straniere in difficoltà, spesso provenienti da situazioni famigliari violente e drammatiche con minori a carico ha caratterizzato, unitamente ad una continua e instancabile azione culturale di sensibilizzazione verso i temi della multiculturalità, dell'integrazione e della pluralità etnica, una presenza qualificata. 

Nel 2011 ha aperto a Imola il primo Centro antiviolenza a sostegno delle donne che subiscono violenza ed è socia della Rete D.i.Re (donne in rete contro la violenza). Attiva sulla scena nazionale e internazionale, è anche socia della Rete Women della Regione Emilia-Romagna, della rete IFE-EFI (iniziativa femminista euro mediterranea), del coordinamento dei Centri Antiviolenza dell'Emilia-Romagna, della Rete dei Centri Interculturali dell'Emilia-Romagna, della Rete Antidiscriminazioni della Città Metropolitana di Bologna, dell'associazione No Sprechi di Imola, della rete Attraverso lo specchio (associazioni attive nel campo dell'educazione al genere).

Un riferimento sul territorio
Nel 2014, nell'ambito della cosiddetta operazione “Mare Nostrum”, Trama di Terre ha aperto un progetto di accoglienza per donne richiedenti asilo e minori, con un'attenzione specifica alle violenze di genere subite nel paese d'origine, durante il viaggio e nell'approdo.

Nel 2015 ha partecipato all'accordo di ambito metropolitano per la realizzazione di attività ed interventi di accoglienza, ascolto ed ospitalità per donne che hanno subito violenza, che mette in rete istituzioni e associazioni che svolgono un lavoro di contrasto alla violenza maschile su tutto il territorio della Città Metropolitana di Bologna.

Nel 2016 in collaborazione con il Nuovo Circondario Imolese (ente capofila) e altri soggetti del territorio (coop. Camelot e Consorzio Arcolaio) ha aperto un progetto Sprar interamente. Ha inoltre sottoscritto con l'Azienda Sanitaria e il Nuovo Circondario Imolese un protocollo sanitario per la presa in carico delle donne richiedenti asilo. E' infine accreditato come Ente per la formazione continua del CNOAS (consiglio nazionale dell'ordine degli assistenti sociali) e per la realizzazione di progetti del Servizio Civile Nazionale.

 Un curriculum nutrito e autorevole sostanziato, oltre che da alcune operatrici professioniste, dall'apporto volontario di molte donne italiane e straniere che hanno messo a disposizione lavoro, competenze, saperi, esperienze.  Affrontare problematiche complesse spesso intrise di dolore e segnate dalle tragedie umane contemporanee, significa, gestire drammatici conflitti perseguendo con costanza e continuità obiettivi sfidanti, prestazioni d'eccellenza e aggregando collaborazioni di alto livello. E' il caso di ricordare quella di Assunta Signorelli psichiatra femminista a fianco di Basaglia nel percorso di chiusura dei manicomi, recentemente scomparsa.

Un ricco programma per i 20 anni

E proprio con una sua frase Trama introduce il ricco programma che racconta i temi dell'impegno sociale, culturale, politico dell'Associazione con il teatro, il cinema, convegni, incontri seminari attraverso numerosi appuntamenti a partire da giovedì 23 novembre con il film “Libere , disubbidienti, innamorate” della regista palestinese Maysaloun Harnoud, presso la Sala BCC (ex cinema Centrale) e fino al 13 gennaio 2018 con lo spettacolo teatrale “L'estranea di casa. Monologo per una badante” regia e drammaturgia di Raffaella Giancipoli, presso il Teatro dell'Osservanza. Una festa in cui non mancheranno momenti dedicati al ballo, al cibo multietnico, alla relazione fra identità diverse, alla condivisione. Sì perché realtà come queste vanno festeggiate per come contrastano gli orrori del presente costruendo risposte concrete, per l'opportunità che offrono di contattare un altro modo di vedere il presente e di arricchimento culturale.

UN PO' DI DATI

Donne e minori ospitati/e in accoglienza abitativa

2013:15 di cui 10 minori;
2014: 25 di cui 17 minori;
2015: 12 di cui 7 minori;
2016: 16 di cui 8 minori;
2017 (fino al 31 ottobre): 9 di cui 5 minori.

 Dati donne e minori accolte/i e ospitate/i al Centro Antiviolenza

2013: 75 di cui 12 minori;
2014: 78 di cui 11 minori;
2015: 87 di cui 10 minori;
2016: 85 di cui 15 minori;
2017 (fino al 31 ottobre): 83 di cui 23 minori.

Donne e minori accompagnati richiedenti/titolari di  protezione internazionale ospitati

2014:  10 di cui 2 bimbe nate in accoglienza;
2015: 17 di cui 3 minori;
2016: 22 di cui 7 minori;
2017 (fino al 31 ottobre): 21 di cui 7 minori.

 Progetto SPRAR

2016: 6 di cui 1 minore;
2017 (fino al 31 ottobre): 8 di cui 1 minore.

 Le  aree di lavoro di Trama di Terre:

1) Centro interculturale delle donne
2) Accoglienza abitativa per donne straniere in difficoltà
3) Centro Antiviolenza
4) Progetto di accoglienza per donne richiedenti asilo e rifugiate
5) Attività trasversali: formazione, ricerca e progettazione

Servizi e attività:

- corsi di italiano L2 (come seconda lingua) rivolti a sole donne straniere;
- punto di ascolto e orientamento ai servizi della città;
- laboratori di empowerment rivolti a donne in percorsi di uscita dalla violenza maschile e a donne che vivono varie forme di vulnerabilità sociale ed economica;
- biblioteca interculturale di genere, con circa 5.000 testi su migrazioni, intercultura e diritti delle donne;
- centro di documentazione, specializzato sulle forme specifiche di violenza maschile subite dalle donne migranti (mutilazioni genitali femminili, matrimoni forzati, limitazioni della libertà legate a pratiche tradizionali);
- “La cucina abitata” per la valorizzazione dei saperi delle donne intorno al cibo;
- coro interculturale “Trama di voci”, progetto di condivisione e scambio a partire dalla rielaborazione di canti di donne di diversi Paesi;
- osservatorio sulle migrazioni femminili sul territorio regionale;
- antenna informativa della Rete Antidiscriminazioni della Città Metropolitana di Bologna;
- organizzazione di eventi di sensibilizzazione sul contrasto alla violenza maschile sulle donne in ottica interculturale e di promozione dei diritti delle donne italiane e straniere;
- organizzazione di seminari formativi e convegni sul contrasto alla violenza maschile sulle donne, sempre in ottica interculturale, rivolti a operatori e operatrici di servizi socio-sanitari e di centri di accoglienza, assistenti sociali, insegnanti, avvocati/e, forze dell'ordine;
- Centro antiviolenza aperto nel 2011 con una casa rifugio, una casa d'emergenza e un servizio di accoglienza in emergenza h24, tre appartamenti di alta autonomia. Il centro è collegato al numero verde antiviolenza nazionale 1522;
- dal 2010 diversi progetti in contrasto ai matrimoni forzati;
- sportello lavoro per acquisire competenze e supportare l'inserimento lavorativo;
- accoglienza abitativa a partire dal 2014 per donne e minori accompagnati richiedenti asilo con quattro case di accoglienza denominate CAS, e due con il progetto Sprar per donne;
- servizio di mediazione interculturale e linguistica.

(v.g.)

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