Cambiavento

Direi matematica, più che politica

Pubblicata il 4 dicembre 2017

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Ho appena terminato di vedere sul TG de La7 i dati relativi al “sondaggio elettorale del lunedì” di oggi 20 novembre.
I dati arrotondati all'unità e raggruppati per ipotesi di coalizione dicono che: il Centro destra sarebbe al 34%, i Cinque Stelle al 28%, il Centro sinistra al 31%, la Sinistra al 6%.
Il giudizio comune è che il Centrodestra sarà il vincitore annunciato delle elezioni politiche della prossima primavera, tenendo conto anche che Berlusconi deve ancora scendere pienamente in pista con il suo carisma e la sua capacità di convincimento.

Ma la vera domanda è: come mai il 6% ipotizzato alla Sinistra è tuttora indisponibile a ragionare in termini di coalizione insieme al Centrosinistra?
Lo vede chiunque che 31 più 6 farebbe 37%, oggi ben oltre la potenzialità del Centrodestra!
Vogliamo dire che ci sono differenze programmatiche insormontabili tra il Centrosinistra e la Sinistra?
Ma quale convergenza politica ci sarebbe tra l'elettorato di Forza Italia (uomini in doppio petto, imprenditori, dentro le dinamiche economiche) e i leghisti (che spesso attingono a slogan xenofobi e - mi verrebbe da dire - un po' razzisti): eppure vengono indicati come “coalizione in grado di vincere”.

Nella trasmissione successiva, sempre su La7, Corrado Augias, persona equilibrata e non certo tifoso di Tizio o di Caio affermava: chiunque sia interessato a una prospettiva politica e di programma sarebbe disponibile a ragionare di alleanza tra questi due raggruppamenti; il problema oggi è di natura personale, di rapporti fra i leader.
Quando Bersani dice “Ci incontreremo dopo le elezioni” e Renzi gli risponde “Non ci vedremo neanche allora”, chiunque capisce che non è più un problema politico.
Diceva Alcide De Gasperi che “Un politico pensa alle prossime elezioni, uno statista al futuro del paese”.
Ecco, un consiglio possiamo dare a chi deve prendere decisioni importanti per la prossima legislatura: che sappia pensare al futuro del paese piuttosto che al suo quarto d'ora di celebrità.
La fama passa velocemente, l'Italia resterà sempre all'orizzonte.

(Tiziano Conti)

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