Cannabis anche a Imola ma senza sballo

Pubblicata il 12 dicembre 2017

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Cannabis anche a Imola ma senza sballo
Imola. "Chiariamo subito, non è un luogo per rifornirsi di 'fumo'. Ci interessa il business di buoni prodotti (cibi e abbigliamento) legati alla cannabis ma legali". Così Elena Simoni e Luca Gardenghi, proprietari di Cannabis Store Amsterdam che il giorno dell'Immacolata ha aperto a Imola, accanto al cinema Cristallo.
Nella vetrina spicca l'elenco dei circa 40 negozi aperti in pochi mesi (Bologna e Cesena quelli in Emilia-Romagna) con lo stesso franchising - appunto CSA, ovverosia Cannabis Store Amsterdam - che "è l'unico distributore italiano specializzato in articoli cannabis commestibili e correlati", come si legge sul sito.

Gardenghi e Simoni sono i gestori del bar della Bocciofila e da tempo pensavano a un altro investimento. "Guardando un tg su Sky - raccontano - abbiamo visto che questi negozi in Italia hanno avuto un boom, ci siamo detti 'perchè no?' e abbiamo preso contatto su Internet". Neanche due mesi e l'8 dicembre "Cannabis" apre. Un investimento sicuro ma "ovviamente faremo i conti fra un paio d'anni, intanto abbiamo comprato il locale che è piccolo ma centrale e ci piace".

Chi entra da "Cannabis Imola" per ora trova 120 prodotti - ma altri 70 saranno presto in catalogo - fra abbigliamento, alimentari e oggettistica.
La sede centrale di CSA è a Napoli: 80 operai più 4 squadre di formazione e allestimento che girano l'Italia. La casa madre invece è olandese come molti prodotti (altri invece vengono dalla Repubblica Ceca). Come racconta Salvatore Toscanesi, il giovane responsabile della formazione per CSA in trasferta a Imola per gestire l'allestimento "i negozi CSA vanno bene, più in città che in provincia".
A norma della legge italiana in vigore parliamo di Thc dolce, “light”. Se la definizione thc - o tetrairocannabinolo - vi suona oscura chiariamo con Wikipedia che "è uno dei maggiori e più noti princìpi attivi della cannabis". Ma qui l'effetto euforico non c'è; infatti parliamo di un thc allo 0.2, nei limiti consentiti dalla legislazione italiana.

Chiedo ai gestori se si aspettano problemi visto che l'insegna potrebbe indurre in errore. "Può darsi che venga gente poco informata, dal 'fattone' alle persone che alla sola parola cannabis vedono blu, ma noi spiegheremo, con garbo, che qui vendiamo prodotti legali". Derivati dalla cannabis sì ma - i più anziani lo ricorderanno - come in passato i contadini dell'Emilia-Romagna che coltivavano (e molto) la canapa per gli usi più vari, senza che nessuno pensasse a chissà quale droga.
Se poi il cronista può fare il testimone... ho consumato per due sere e in compagnia una tisana CSA comprata al nuovo negozio: ottimo effetto rilassante, sballo zero.

(Cesare Carlisi)

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