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Aumentano le domande di contributo per lo sviluppo di giovani imprese

Pubblicata il 20 dicembre 2017

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Aumentano le domande di contributo per lo sviluppo di giovani imprese
Imola. Il “Bando pubblico per lo sviluppo d'imprese”, predisposto dall'assessorato allo Sviluppo economico del Comune, ha riscosso nell'edizione 2017 un successo maggiore rispetto agli anni precedenti. Sono state infatti 35 le imprese che hanno fatto domanda, tutte ritenute ammissibili dall'apposita commissione, contro le 26 imprese del 2016 e le 10 del primo anno, nel 2015.

Come anticipato nelle scorse settimane, il bando è stato pubblicato il 31 ottobre con scadenza 30 novembre 2017, con l'obiettivo di sostenere finanziariamente, con un plafond di 65mila euro stanziati dal Comune, le imprese che hanno deciso – nei 24 mesi precedenti - di investire sul territorio comunale, sia in termini di nuove attività che di apertura di nuove sedi operative. La commissione di valutazione delle domande pervenute si è riunita il giorno 5 dicembre scorso per valutare i progetti di impresa presentati e per definire i contributi concessi alle singole imprese.

Settori e ubicazione delle imprese ammesse a finanziamento – Per quanto riguarda le 35 imprese che hanno fatto domanda e sono state ammesse a finanziamento, 22 sono attive nel settore Artigiano e Commercio al dettaglio in sede fissa; 11 nel settore Pubblici Esercizi e Attività Ricettive e 2 in quello dell'Information and Communication Technology. Tutte le imprese hanno sede operativa nel territorio del comune, di cui 4 nelle frazioni (1 nella frazione Piratello, 1 nella frazione Sesto Imolese, 2 nella frazione Ponticelli) e 13 nel centro storico.

Chi può beneficiare del bando – Il bando ha messo a disposizione 65mila per incentivare tre settori: l'Information and Communication Technology; l'Artigianato e commercio al dettaglio in sede fissa; i Pubblici esercizi e attività ricettive. Ne hanno potuto beneficiare ditte individuali, piccole imprese, cooperative di produzione e lavoro e cooperative sociali purché costituite da non più di 24 mesi dalla data di pubblicazione del bando o che, a prescindere dalla data di costituzione, abbiano aperto una sede operativa a Imola negli ultimi 24 mesi. L'insediamento in una delle frazioni imolesi (Spazzate Sassatelli, Sesto Imolese, Giardino, Sasso Morelli, Casola Canina, Chiusura, San Prospero, Piratello, Zello, Montecatone, Selva, Linaro, Ponticelli, Fabbrica) consentiva di ottenere un punteggio aggiuntivo. Le imprese, fra gli altri requisiti, non dovevano avere ottenuto altre agevolazioni per le stesse spese e devono rispettare il limite delle agevolazioni a titolo “de minimis” stabilito in 200mila  euro nell'arco degli ultimi tre esercizi finanziari. L'importo massimo del contributo è pari a € 10.000 per singolo progetto, nel limite del 50 % delle spese ammesse ad agevolazione, nella forma di contributi a fondo perduto. Il bando prevedeva l'ammissione delle spese per investimenti e di quelle in conto gestione. Le spese per investimenti riguardano acquisto di beni materiali ed immateriali a utilità pluriennale (investimenti) direttamente collegati al ciclo produttivo aziendale, a condizione che siano nuovi di fabbrica e non siano stati oggetto di precedenti agevolazioni pubbliche. Spese in conto gestione sono relativa a utenze e canoni di locazioni, spese per servizi di pubblicità e marketing, formazione, ecc. Per ricevere il contributo a cui sono state ammesse, le imprese dovranno documentare con spese fatturate e pagate la realizzazione del 'progetto d'impresa' che hanno presentato e che dovrà essere realizzato (spese fatturate e pagate) entro 12 mesi dalla data di pubblicazione della graduatoria.

“Anche quest'anno le domande di finanziamento su questo bando sono cresciute ed è già il terzo anno consecutivo. Come già accaduto con il settore dell'agricoltura, per il quale abbiamo messo a disposizione 50mila euro all'anno per tre anni e che hanno generato nel 2016 investimenti per 1 milione di euro, anche nel commercio si dimostra che adottare una strategia di questa natura produce effetti molto positivi di ricaduta su tutta la città", sottolinea Pierangelo Raffini, assessore allo Sviluppo economico.

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