Natale 2017, a Voi aprire il mantello

Pubblicata il 21 dicembre 2017

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Natale 2017
E si! La vicinanza di un nuovo Natale ci ricorda che un altro anno è trascorso. Se sia stato un anno positivo, fruttuoso o infelice e vuoto sta a noi giudicarlo e, occorre rammentarlo, la sincerità verso sè stessi è cosa non da poco.

Io comunque, come ogni anno, con la mia slitta colorata, le quattro renne sempre in forma e un carico di balocchi e dolciumi, ho dovuto ancora una volta constatare che il transito attraverso le varie dogane (dal Polo Nord fin qua) non risulta essere facile: i certificati veterinari per le renne, la documentazione di provenienza per i giocattoli (troppo spesso pericolosi e nocivi), il certificato di collaudo per la slitta mi hanno esasperato, sfinito, sfiduciato. Ciò che poi mi ha fatto imbestialire sono state le numerose tirate di barba per verificarne la natura reale o posticcia e il dubbio, mal celato dagli addetti ai controlli, che la presenza dell'onor del mento mi classificasse, in breve, come appartenente a non so quale setta di assassini, di attentatori e di non so bene cos'altro.

Appena oltre il confine mi sono fermato per riassestare il tutto e sono restato in ascolto: non credo alle mie orecchie!! Utilizzando i potenti mezzi messimi a disposizione dall'Organizzazione natalizia polare (Onp, organizzazione senza scopo di lucro) sono stato in grado di udire affermazioni irripetibili! Davvero riteniamo che un doppio passaporto che possa distinguere cittadini con un idioma diverso riesca ad essere di qualche utilità nel ritenerci tutti appartenenti alla stessa specie umana? Siamo ancora dell'idea che possa essere il colore della pelle un indizio sicuro di qualità umana? Riusciamo a riflettere, per un attimo, sulla possibilità che alcune forme umane, appena oltre il confine, possano assomigliare a me stesso almeno un pochetto?
Cosa odo? Appena oltre lo stretto e piccolo Mediterraneo si tengono ancora tratte di schiavi con vere e proprie aste al miglior offerente? E che tra chi corre al salvataggio degli esuli disperati marini ci siano i bravi, i meno bravi, quelli così così e ancora quelli che li portano qua da noi per poi rivenderli come raccoglitori di pomodori? Possibile che i bimbetti ai quali ho portato anni fa balocchi e torciglioni zuccherati siano cresciuti così male da ritenere ammissibile anche solo il pensare certe cose? Non riesco ancora a crederci.

Poco più in là, in un bar tavola calda tutti i clienti stavano urlandosi addosso e quasi stavano venendo alle mani: ho origliato, lo ammetto. "Ma si che ha fatto pressioni, e che pressioni!". "Sta a vedere che adesso una non può neppure informarsi!". "Come sempre gli amici degli amici...". "Il giglio magico: ma è roba che si mangia?". Un coro di risate. "Banca Etruria? Lo sapete che d'è? Soldi per pochi e perdite per molti: l'è 'na storia vecchia!". "E il Re del vino Veneto? L'ha avuta la spudoratezza di dire che pure lui ha perso tutto! Maremma maiala e b... Che? Non la si può dire? E io la dico lo stesso!".

Ad un tavolo d'angolo, un gruppo appartato, tutti con lo smart in mano, discuteva sommessamente. Riuscivo a comprendere solo spizzichi, a tratti. Distintamente solo un termine inglese: "bit"; poi un altro: "coin". Un pezzo di moneta? Meglio, molto meglio una moneta intera. Poi uno ha alzato la voce e ho potuto udire: " ... a dicembre 2012 ne erano in giro per 140 milioni di dollari e a marzo dell'anno dopo per 1,4 miliardi , sempre di dollari. A novembre dello stesso anno (2013) un pezzo di moneta valeva 540 dollari e il valore del circolante (solo on line) era di 6 miliardi di dollari. Oggi non so quanti ce ne sono e quanto valgono! Ma sono pure calati un bel po' che non è tanto! Ma poi sono tornati su! Io ne compro! Tu sei un gonzo! E io li compro lo stesso!
Dalle nostre parti, qualche anno fa, un certo signor Giuffrè prometteva qualcosa di simile: tu gli davi cento e lui, udite udite, dopo tre mesi ti dava 130. Una cuccagna. Si, una cuccagna per chi non ha rimasto in mano solo la coda, per i soliti ultimi. Ultimi come quelli di Banca Etruria? No questi sono ancora di più e più diffusi: quelli dal guadagno facile, quelli che il denaro compra tutto, anche sè stessi.

Meglio che riprenda il viaggio che il 25 sta arrivando. L'occhio mi cade su un piccolo manufatto di terra cotta che porto sempre con me: un artista diversamente abile ha racchiuso una Natività dentro un caldo mantello di creta, esclusivo, protettivo. I tre volti abbozzati in un sorriso aperto trasmettono al contempo la felicità dell'insieme e la evidente necessità di protezione da tutto ciò che abbiamo intorno. Porto sempre con me questo piccolo abbozzo di immagine in creta per ricordarmi di aprire sempre il mio mantello, di essere sempre pronto all'accoglienza, al confronto, al dialogo. Inutile e pericolosa la difesa dentro un mantello ben stretto: i confini tracciati sembrano fatti apposta per essere calpestati, disattesi, spostati per crearne di nuovi. La ripetizione dello stesso errore. L'errore di sempre. Sarà questo nuovo 2018 l'anno che non ripeteremo lo stesso errore? Sarà l'occasione per aprire il nostro mantello? Solo così gli auguri di un anno felice e fruttuoso potranno raggiungerci.
Io, per quel che posso, gli auguri li faccio: a Voi aprire il mantello.

(Mauro Magnani)

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