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Manca, rischio "ineleggibile" se non arriva una postilla nel gran finale

Pubblicata il 28 dicembre 2017

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Manca,
Imola. Forse ha aspettato troppo a dimettersi e potrebbe essere stato un grave errore. Perché l'eleggibilità in Parlamento del sindaco Daniele Manca pare legata a un filo. Infatti, negli ultimi giorni, sono accadute cose che mettono in pericolo il suo scranno a Montecitorio. Non perché ci siano dubbi sul fatto che Imola sia un collegio sicuro per il Pd. Ma per un cavillo giuridico. Proviamo a riepilogare i fatti.

Al momento attuale, Manca pare "ineleggibile", anche se candidabile secondo la legge del 1956 che fissa i criteri di eleggibilità per i sindaci dei Comuni con più di 20mila abitanti. Manca non si è voluto dimettere 180 giorni prima della scadenza naturale della legislatura (quindi entro il 10 settembre scorso) per evitare il commissariamento del Comune oppure dovrebbe lasciare l'incarico una settimana dopo lo scioglimento delle Camere, se avvenisse 120 giorni prima del termine naturale. Ma non sembra il caso se il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella metterà fine alla legislatura il 28 o il 29 dicembre.

Perché il sindaco ha atteso tanto? I problemi potenziali che gli si pongono davanti ora potevano essere superati da un emendamento alla legge di Stabilità, che però non è stato presentato. L'interesse era soprattutto del Pd, meno degli altri partiti, anche perché molti sindaci che puntano al Parlamento si sono già dimessi a settembre. Dunque, al momento Manca risulta ineleggibile, ma non incandidabile. Può correre nel suo collegio e lo farà. Se dovesse vincere, però, il suo caso verrà trattato dalla giunta per le elezioni della Camera e subito dopo dall'Aula. Se l'ineleggibilità fosse confermata, in quel collegio si dovrà rivotare. Altrimenti Manca verrà proclamato deputato.

Nel 2008 l'allora sindaco di Brescia Paolo Corsini si candidò senza dimettersi per tempo. La giunta confermò la sua ineleggibilità, ma la Camera respinse quella relazione e confermò Corsini deputato. Ora però tutto è cambiato e bisogna mettere in conto che forze politiche come il Movimento 5 stelle e la Lega Nord, dipenderà da quanti deputati riusciranno a eleggere, non faranno certamente sconti a Manca che li ha più volte attaccati, a volte anche volgarmente, a livello locale in consiglio comunale.

Ma forse non tutto è perduto per il sindaco che a Roma gode degli ottimi uffici del segretario nazionale del suo partito Matteo Renzi. Nel decreto del governo che indice la data delle elezioni di marzo (subito successivo a quello per lo scioglimento delle Camere del Presidente della Repubblica), potrebbe esserci un comma che invita tutti i sindaci in situazione di ineleggibilità a rimuovere questa posizione dimettendosi entro una settimana. Sarebbe certamente un sospiro di sollievo per Manca.

(m.m.)

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