Pensierino di Inizio anno

Pubblicata il 2 gennaio 2018

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Pensierino di Inizio anno
Imola. Ben rimpinzati seduti nell'ultimo ristorante nel quale abbiamo trovato posto per il cenone di fine anno (chi se l'è potuto permettere) e con gli occhi ancora pieni delle luci e dei colori di fantasmagorici fuochi d'artificio (luminosi, bellissimi ma che durano poco e lasciano solo un po' di fumo) ci risvegliamo, abbastanza tardi con la bocca in disordine e poca voglia di alzarci. Ma tocca a noi. E toccherà a noi per tutto il resto dell'anno.

Ci attendono trecentosessantacinque giorni non facili e gli appuntamenti importanti saranno molti e alcuni non facili da superare. Per incominciare, la novella legge elettorale sembra fatta apposta per divenire la regina del compromesso al meno peggio: forze non del tutto omogenee, quando non quasi antagoniste, saranno costrette ad affiancamenti che daranno risveglio a piccole ripicche e a dispettucci che sono il peggio in situazioni dove le scelte saranno determinanti e i rinvii o le soluzioni a metà risulteranno catastrofiche nel tempo.

La fresca campagna elettorale inizia poi nel peggiore dei modi, tra dispute personali o di schieramento nella completa assenza di una chiara estensione di un programma e di uno scopo da raggiungere. La tiritera del noi che siamo per la persona, per la famiglia, per il lavoro, per i giovani e per la scuola, ci ha stomacato come il pessimo prosecco in vendita al bar sotto casa che ci fa presagire un pessimo pasto considerato che si inizia proprio male.

E non si è certo finiti meglio! La violenza tra tutti noi, ed in modo particolare verso le donne, dilaga assumendo l'aspetto di una tragica rivincita tra sessi diversi destinati alla complementarietà: duro per il povero maschio riuscire ad accettare una parità che per troppi secoli è stata nascosta tra le pieghe della storia e da ragioni di puro interesse personale. Che ci si affidi alla forza bruta o ad un gesto di tremenda disperazione la dice molto lunga riguardo l'intrinseca situazione personale del più forte (di braccio ovviamente...).

Passeggiando per le vie della nostra città (che altro non è se non lo specchio di ogni altra realtà) si è costretti ad osservare situazioni che farebbero morire di invidia il grande Eduardo: mentre i centri storici tendono a desertificarsi ad onta di ogni tentativo di recupero, i sempre più numerosi immensi centri commerciali attraggono tutti noi come tante lucciole in cerca dello scopo della vita (quello delle lucciole ...) e si finisce esattamente come davanti ai fuochi d'artificio: molto fumo e poco arrosto.
Guai poi a riflettere sulla possibilità che questi mostri di luci e di miraggi possano chiudere un qualche giorno: anatema!

Il triste girovagare di tanti di noi che vagano tra mille luci e specchietti in cerca di qualcosa che neppure noi ben conosciamo, i tanti anziani seduti ai tavoli per godere il calduccio dell'inverno ed il fresco dell'estate e là nell'angolo, un po' nascosto, il sogno di una vittoria impossibile legata a macchinette da scommessa piene di truffa e di puro impoverimento, capaci solo di impoverirci ancora di più (e la perdita del denaro è la meno) ci restituisce un'immagine dell'uomo decisamente da cancellare.

Lontano da noi, ma solo per la distanza, le cose non sono andate peggio. In terra di Puglia, nella città dei due mari, si sta combattendo una battaglia che non dovrebbe esistere: si disputa tra la libertà di avvelenare ancora l'ambiente e l'uomo in cambio di alcune migliaia di posti di lavoro. Il denaro in cambio della possibilità di vivere in un mondo migliore, colorato e profumato. Consideratela persa.
Un importante esponente delle forze di polizia introdusse alcune prove false nella caserma di Bolzaneto (G8 di Genova) finalizzate ad incriminare i sovversivi manifestanti. Condannato a 3 anni e otto mesi ha trascorso il periodo di sospensione dall'incarico quale consigliere in Finmeccanica e (udite udite) impegnato nell'organismo di sicurezza delle banche (ma l'Onorevole Casini sta inquisendo ...) e ora si ritrova, di fresca nomina, tra i più alti incarichi della Dia, massimo organo investigativo nazionale: che abbia qualcosa nascosto in un cassetto?

Tra le pieghe dell'appena approvata legge finanziaria dello stato, inserita ad arte da chi sa bene come e da chi è esperto nel non guardare dove si dovrebbe, troviamo poi un finanziamento di ben 3.000.000 di € ad una società impegnata nel promuovere il metodo digitale Italiano (un milione all'anno fino al 2020) molto vicina agli interessi di un alto parlamentare inquisito in ogni dove (anche su una banca) che però funziona perfettamente da sponda ad una maggioranza di governo traballante: è un prezzo da pagare.
Il rampante ministro Calenda, interrogato al riguardo, ha affermato di non saperne nulla e di averlo appreso dalla Agi (agenzia stampa): Lei ci perdonerà, signor ministro, ma nel suo ruolo l'ignoranza non è ammessa e, comunque, quando si commette un errore, si rimedia...
Tornando a noi, un nuovo anno è appena iniziato: drammaticamente uguale a tutti quelli fin ora trascorsi.

(Mauro Magnani)

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