Internet, in Italia ancora troppi tecnoesclusi

Pubblicata il 10 gennaio 2018

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Internet, in Italia ancora troppi tecnoesclusi
Sembra incredibile, ma in Italia permane una quota di persone che non accede a Internet. E non parliamo di una parte residuale della popolazione, ma addirittura di un terzo degli abitanti dello Stivale, una delle percentuali più alte di tutta Europa.

Italiani senza Rete. A fare luce sulla questione, e mettere il dito nella piaga confrontando le performance italiane con quelle dei Paesi nostri vicini, è l'ultimo rapporto dell'Istat, diffuso proprio sul finire dell'anno scorso: secondo le analisi dell'istituto nazionale di ricerca, in Italia c'è una famiglia su tre che non si connette a Internet dalla propria abitazione.

Piccoli passi in avanti. Per la precisione, il numero di abitazioni in cui è presente un punto di accesso alla Rete è pari al 71 per cento del totale, in aumento rispetto al 69,2 per cento con cui si è chiuso il 2016, anche grazie agli interventi governativi e agli investimenti dei privati. Operatori come Eolo, ad esempio, hanno spinto molto sulla diffusione delle connessioni, anche attraverso offerte adsl per la casa che utilizzano la rete fixed wireless, che riesce a raggiungere anche zone più isolate.

Nelle retrovie europee. E difatti, anche l'Istat certifica che la banda larga resta la modalità di connessione più diffusa, scelta dal 69,5 per cento delle famiglie italiane. Troppo poco, però, rispetto alle perfomance che si notano negli altri Paesi europei, dove il tasso medio di penetrazione della banda larga tra le famiglie residenti è dell'85 per cento.

Poca connessione. Ancora più preoccupanti - in termini di adesione alle innovazioni - sono i dati che riguardano le abitudini dei nostri connazionali: in tutto il 2017, "solo" il 65 per cento delle persone si è connesso almeno una volta alla Rete, mentre meno della metà degli italiani (il 47,6 per cento) afferma di collegarsi tutti i giorni. La discriminante maggiore è l'età, perché le famiglie più connesse sono quelle in cui si riscontra la presenza di almeno un minorenne: in nove casi su dieci, infatti, queste ultime hanno un collegamento a banda larga, mentre al contrario i nuclei familiari meno connessi sono quelli composti soltanto da ultrasessantacinquenni, con una percentuale appena del 24,5 per cento che dispone di una connessione a banda larga.

Un terzo fuori da Internet. Ma perché ci sono ancora tanti "tecnoesclusi"? Secondo l'Istat, non si tratta tanto di problemi o di limiti infrastrutturali, quanto piuttosto di una scelta da parte degli utenti, nella maggioranza dei casi dettata da scarse competenze: nel 55 per cento dei casi, infatti, le famiglie senza accesso ad Internet da casa individuano nella mancata dimestichezza con la tecnologia il motivo principale dell'assenza dalla Rete. Ma è ben più allarmante leggere che solo un quarto delle famiglie italiane reputa Internet uno strumento utile e interessante.

Una scelta anacronistica. Seguono le altre motivazioni, che riportano al centro il tema della disponibilità economica: il 16 per cento delle famiglie resta "fuori" da Internet a causa dell'alto costo di collegamenti o degli strumenti necessari. Residuali le altre ragioni che spingono a non connettersi da casa, come l'insicurezza rispetto alla tutela della propria privacy (indicata dal 2 per cento delle famiglie), la mancanza di disponibilità di una connessione a banda larga (quasi il 3 per cento) e l'utilizzo di Internet in altri luoghi (8,6 per cento).

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