il "parco della pista" mortificato dalla quiete

Pubblicata il 11 gennaio 2018

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il "parco della pista" mortificato dalla quiete
Roma. Con una sentenza che ribalta completamente quella del Tar dell'Emilia-Romagna, il Consiglio di Stato rimette in gioco la classificazione acustica del Parco delle Acque Minerali e delle residenze poste all'interno dell'anello d'asfalto dell'autodromo Ferrari.

Il Parco, si legge nella sentenza, "per la sua inclusione all'interno dell'anello della pista non presenterebbe affatto un'intrinseca attitudine alla fruizione silenziosa; ad ogni buon conto, l'assegnazione della classe I al Parco sarebbe irragionevole poiché de facto imporrebbe la chiusura della pista, in considerazione del fatto che i conseguenti limiti alle emissioni acustiche ne renderebbero anti-economico l'utilizzo".

In sostanza, con un'interpretazione induttiva, i giudici romani ci fanno sapere che il Parco storico imolese ora è divenuto il "parco della pista". Termine preso a prestito, da quanto appare, dalla difesa del Comune.

Rilevante è la considerazione sull'utilizzo anti economico che si concretizzerebbe se il parco fosse classificato in classe I. A dire, in altre parole, che la ragione dei ricorrenti passa in parte dalla capacità dell'autodromo di generare profitti economici? Profitti che sarebbero limitati, fino ad arrivare alla chiusura della pista, se il parco avesse una cogente classificazione da parco pubblico come i Giardini Margherita a Bologna?

Ma le considerazioni non finiscono qui, tanto che si legge sempre nel dispositivo: "la morfologia del Parco disvela, dunque, un uso intenso da parte della cittadinanza (di qui la menzione del Parco da parte del vigente Piano strutturale comunale come “primo parco cittadino”) mediante, però, modalità di fruizione non intrinsecamente silenziose: in altre parole, la naturale destinazione ricreativa del Parco, come resa evidente dall'attuale assetto, è declinata a vantaggio di attività che non richiedono, quale condizione costitutiva, la quiete ambientale".

E quali sarebbero queste ulteriori attività che non richiedono quiete ambientale? Sempre il collegio ci viene in aiuto affermando che non solo il silenzio al parco non è necessario ma questo mortificherebbe (sic) financo le partite di calcio! Così sappiamo che: "non rileva, in proposito, la frequenza degli eventi che ivi si praticano: ciò che conta è la naturale proiezione del Parco, per come strutturato ed organizzato, ad ospitare attività umane non connotate dalla necessità del silenzio (che, anzi, ne mortificherebbe lo svolgimento, si pensi alle serate danzanti od alle partite di calcio)".

Per non parlare della scuola "Tabanelli". Questa sì correttamente classificata in classe I "per le evidenti esigenze delle attività di insegnamento" e che "può essere oggetto di misure di mitigazione acustica".

Comunque, tiene a fare sapere sempre il collegio: "che il censurato “salto di classe” fra la pista e la scuola avrebbe interessato un fronte assai più esteso se, come anelato dai ricorrenti in primo grado, la classe I fosse stata riconosciuta anche al Parco".
Fateci capire bene perchè la spiegazione appare, a noi, abbastanza confusa. Non è "corretta" la classificazione acustica I al parco perché altrimenti la scuola avrebbe avuto in conseguenza "un fronte più esteso" di rispetto delle immissioni rumorose?

Comunque, e per finire: "per le esposte motivazioni, dunque, le impugnazioni principale ed incidentale debbono essere accolte: in integrale riforma dell'impugnata sentenza, quindi, il ricorso di primo grado deve essere rigettato".

Così nasce, in una fredda giornata di gennaio, il "Parco della pista" e ci lascia dopo 188 anni il compianto Parco delle Acque Minerali.

(Verner Moreno)

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