Cambiavento

E' ingiusta la tolleranza dell'intollerabile

Pubblicata il 12 gennaio 2018

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Papà, mentre ero in biblioteca quello là dell'altra volta mi ha toccato di nuovo il sedere come l'altra
settimana, cosa debbo fare? Sentire questa frase da una ragazzina fa salire il sangue alla testa perché è intollerabile e perché comincianocosì quasi per gioco le peggiori vicende di abusi femminili.
Chiama subito i Carabinieri e arrivo.

E' successo nella biblioteca comunale di Imola l'11 gennaio 2018 verso le 11 del mattino nell'area degli erogatori di caffè, al cospetto di altri ragazzi quasi indifferenti. Era già accaduto circa 8 giorni fa nelle medesime condizioni nei confronti della stessa ragazza e ancora 2 giorni fa ai danni di un'altra ragazza, giovani studentesse: qualche urlo di protesta, un reprimenda dopo la lamentela con gli addetti della biblioteca e tutto come prima.

Un extracomunitario che da tempo staziona/bivacca in biblioteca, fuma all'interno, entra nel bagno delle donne e tiene da troppo tempo altre condotte illecite e intollerabili.
I carabinieri sono intervenuti immediatamente portando il soggetto in caserma per l'identificazione e i
provvedimenti del caso. Si tratta di un extracomunitario, parrebbe un “rifugiato”, da tempo a Imola ma senza alcuna fissa dimora e nullafacente. Sono state sporte due denunce per i fatti accaduti.

Ritengo, da operatore del diritto, che sia un nostro dovere non tollerare più condotte che disprezzano la nostra società, le nostre persone, quelle più indifese (le donne, i ragazzi …), le nostre proprietà e il territorio, da chiunque siano poste in essere, italiani e non, ma di più da parte di chi viene accolto da noi, gode di tutti i nostri diritti ma poi ne abusa e li disprezza.

Il senso comune è di impotenza e la risposta di tutte le persone con cui ho parlato ieri, da chi addetto alla biblioteca, ai ragazzi frequentanti, alle forze dell'ordine, è sempre la stessa: ma cosa possiamo fare? Tanto... Il sistema non funziona!
Allo stesso modo si comincia tollerando il gettare a terra un mozzicone di sigaretta, il pacchetto vuoto, il fazzoletto di carta e si finisce poco dopo con l'abbandonare rifiuti tossici o seppellirli: tanto...!

NON E' VERO! Tutti possiamo, ma soprattutto dobbiamo fare, o meglio, ricominciare a fare molto di più: non dobbiamo più tollerare l'intollerabile, dobbiamo riprendere un sano controllo sociale e del territorio, perché “dopo è tardi” e ci siamo già spinti troppo avanti.

In un luogo pubblico e gestito dal Pubblico, deputato prevalentemente a ragazzini e giovani, garantire la sicurezza e la tranquillità è un dovere di ogni soggetto: chi gestisce, chi deve controllare, chi viene chiamato per farlo ma anche chi fruisce.
La nostra parte l'abbiamo fatta senza timori e senza giocare allo scarica barile delle competenze altrui, tutti dovranno fare lo stesso: è una forma di rispetto dei cittadini, di noi stessi.

(Avv. Giuseppe Farina)

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