Chirurgia generale e senologica: interventi meno gravi a Imola, difficili a Bologna

Pubblicata il 17 gennaio 2018

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Chirurgia generale e senologica: interventi meno gravi a Imola, difficii a Bologna
Al via due accordi tra Azienda Usl di Imola, Azienda Usl di Bologna e Policlinico di Sant'Orsola, per lo sviluppo integrato delle attività di Chirurgia Generale e della Chirurgia Senologica.

L'organizzazione delle attività di Chirurgia generale e senologica dell'Ausl di Imola fino alla fine del 2017 vedeva la presenza di una Struttura Semplice interaziendale di Chirurgia generale guidata dal Prof. Daniele Antonio Pinna della AOU S. Orsola e di una Struttura Semplice Dipartimentale di Chirurgia Senologica sotto la responsabilità del dottor Paolo Antonino Riccio. La fuoriuscita di entrambi i professionisti, l'uno per l'assunzione di altro incarico all'estero e l'altro per pensionamento, è stata occasione per una riorganizzazione presentata dai tre direttori generali Chiara Gibertoni, Antonella Messori e Andrea Rossi.

Accordo Ausl Bologna – Ausl Imola per la Chirurgia Addominale Programmata ed Urgenza
Già eseguito il primo intervento. Lo scorso 9 gennaio Elio Jovine, Direttore della UO Interaziendale di Chirurgia Generale ed Urgenza ha concretamente avviato la nuova fase di sviluppo del progetto operando con successo un uomo di 63 anni di resezione per via laparoscopica dello stomaco. L'uomo è già stato dimesso. Dallo scorso 1°gennaio è attivo, infatti, l'accordo tra Azienda Usl di Bologna e Azienda Usl di Imola per la UO Interaziendale di Chirurgia Generale e d'Urgenza. In particolare l'accordo prevede, oltre alla collaborazione per l'attività chirurgica tradizionale programmata e di urgenza, il potenziamento della chirurgia mini-invasiva per sviluppare nuove tecniche e riconvertire così parte delle attività svolte oggi con tecnica tradizionale. Si ricorda infatti, che l'Unità Operativa di Chirurgia Generale “A” e d'Urgenza diretta da Elio Jovine presso l'Ospedale Maggiore, è sede di uno dei principali centri italiani per volumi di attività nel campo della chirurgia mini-invasiva e laparoscopica realizzando con questa tecnica, già oggi, il 45% degli interventi di chirurgia epatica, il 20% di chirurgia pancreatica e l'83% di tutte le resezioni coliche sia in ordinario che d'urgenza.

L'accordo prevede, inoltre, attraverso gruppi multidisciplinari comuni per patologia oncologica che l'attività di chirurgia per le patologie più frequenti (ad esempio colon, stomaco e surreni) sia svolta presso la sede di Imola, e la centralizzazione delle patologie neoplastiche più complesse, meno frequenti, quale epatico-biliare e pancreas, presso l'Ospedale Maggiore rispondendo alle indicazioni nazionali e regionali (relazione tra volumi ed esiti) che suggeriscono a garanzia di qualità e sicurezza per i pazienti, la concentrazione dei casi meno frequenti in centri specialistici per patologia.

Accordo Policlinico di S.Orsola – Ausl Imola per la Chirurgia Senologica
Al via la gestione interaziendale della Chirurgia Senologica tra Ausl di Imola e Policlinico di Sant'Orsola. Grazie ad un Atto d'intesa con l'Università di Bologna e al conseguente accordo tra le due Aziende sanitarie, dal primo gennaio di quest'anno la struttura complessa di Chirurgia Generale e della Mammella del Policlinico bolognese, diretta dal professor Mario Taffurelli, diviene interaziendale integrandosi con l'Unità dell'Ausl di Imola.

Il cancro della mammella – Con 50 mila nuovi casi e 13 mila decessi all'anno – è in Italia la principale causa di morte nei tumori della donna. La scelta dell'integrazione nasce dalla consapevolezza che condividere competenze, conoscenze, tecnologie e percorsi di assistenza, può garantire alle donne – in un ambito così rilevante – il migliore e più appropriato percorso di cura. Gli interventi realizzati ad Imola nel 2016 sono stati 204, di cui 151 per neoplasia maligna.

Il team dei chirurghi (3 del Sant'Orsola, 2 di Imola, oltre al direttore) ruoterà sulle due sedi per sviluppare e omogeneizzare le competenze. Gli interventi di routine saranno svolti nelle due sedi, per garantire alle pazienti la maggior vicinanza al proprio ambiente di vita. Saranno invece svolti al Sant'Orsola, anche per la pazienti di Imola, gli interventi che richiedono la collaborazione con chirurghi di altre unità operative, ad esempio di chirurgia plastica per le ricostruzioni più complesse o di ginecologia oncologica per garantire oltre alla mastectomia la salpingo-ovariectomia bilaterali nelle pazienti con mutazioni genetiche. Si integreranno fra di loro anche i meeting multidisciplinari ove si decide il tipo di trattamento pre e postoperatorio al fine di garantire un percorso comune secondo le indicazioni delle più accreditate linee guida  Il personale, diretto da un unico responsabile, rimarrà invariato, con 5 medici e 32 tra infermieri e operatori socio-sanitari nelle due sedi del Sant'Orsola ed Imola. Grazie all'integrazione sarà sviluppato un unico percorso diagnostico terapeutico e assistenziale tra le due Aziende, saranno sviluppati progetti di ricerca congiunti e sarà esteso il database europeo utilizzato al Sant'Orsola con l'obiettivo di includere anche Imola, entro 12 mesi, nella certificazione europea Eusoma ottenuta dal Policlinico di Bologna già nel 2012.

Ausl Imola
L'Ausl di Imola, dotata di 8 sale chirurgiche e di 3 sale endoscopiche all'ospedale Nuovo e di 3 sale chirurgiche ad uso della Day Surgery e della Chirurgia ambulatoriale alla Casa della Salute di Castel San Pietro metterà a disposizione le proprie piattaforme logistico-tecnologiche a professionisti che abitualmente operano in altri stabilimenti ospedalieri. D'altro lato, i professionisti dell'Azienda Usl di Imola potranno operare in piattaforme esterne, per assicurare contributi specifici a percorsi interaziendali, per l'accesso a tecnologie a bassa diffusione, ovvero per formazione, aggiornamento, sviluppo di competenze professionali. Questa circolazione dei professionisti contribuirà alla diffusione delle competenze e di moderne ed evolute tecniche chirurgiche. Per Imola queste modalità organizzative, unitamente al trasferimento di attività a minore complessità clinica per decongestionare i centri hub, potranno, tra l'altro, contribuire al consolidamento delle condizioni di autosufficienza territoriale e ad ampliare la gamma dell'offerta nelle sedi aziendali. In linea generale, si tenderà a coniugare la ricerca della prossimità (la struttura ospedaliera più vicina alla residenza del paziente) con le competenze ed i servizi accessori in grado di offrire le cure con il minor rischio possibile.

Quando le determinanti della qualità risultano essere prevalentemente le tecnologie ad alto costo ed alta complessità, e queste risultano presenti solo in alcuni punti, occorre assicurare la centralizzazione del paziente. Quando il fattore di qualità risiede invece esclusivamente nelle competenze distintive dei professionisti, le modalità organizzative consentiranno lo spostamento delle équipe e non dei pazienti.

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