Cambiavento

Roberto Matatia a Villa Mussolini

Pubblicata il 18 gennaio 2018

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Roberto Matatia a Villa Mussolini
Faenza. A circa dieci giorni dall' inizio delle settimane della memoria - e pochi giorni prima del 27 gennaio, giornata "ufficiale" del ricordo della strage della Shoah, compiuta dai nazisti durante la seconda guerra mondiale - lo scrittore e imprenditore faentino Roberto Matatia si prepara a varcare i cancelli di Villa Mussolini a Riccione (domenica 21 gennaio, ore 15.30) con l'obiettivo di presentare il suo libro "I vicini scomodi".
Un libro breve, ma ricco di significato e pathos, dove lo scrittore parla di una storia realmente accaduta, la storia della famiglia di Nissim, fratello del nonno paterno (titolare, quest' ultimo, di prima generazione della Pellicceria "Matatia" a Faenza) dapprima perseguitata a seguito delle leggi razziali del '38, espropriata di tutti i suoi averi, e infine deportata ad Auschwitz con l'ultimo convoglio che partì dal tristemente famoso binario 21 della stazione Centrale di Milano.

Un evento - quello del 21 gennaio - reso possibile grazie all' impegno dei presidenti dei due club service Rotaract (associazione di giovani dai 18 ai 30 anni che, come il Rotary, persegue l' obiettivo di fare service senza scopo di lucro) di Cesena e Riccione Cattolica, che hanno anche espresso la volontà di approfittare dell'occasione per raccogliere risorse per favorire lo sviluppo del progetto WingBeat, progetto di service nazionale, che prevede l'acquisto (con successivo mantenimento) di droni destinati a un'attività di pronto soccorso immediato.

E' importante sottolineare come sia importante per Matatia presentare il suo libro, dialogando poi di storia e antifascismo dentro un'istituzione culturale come Villa Mussolini: il prozio Nissim infatti era anche lui un pellicciaio residente a Forlì con la moglie e i tre figli. Grazie al periodo di benessere economico prima delle leggi e della guerra, i Matatia di Forlì conducevano una vita piuttosto agiata e i guadagni del lavoro avevano permesso loro di acquistare una piccola villetta nel centro di Riccione, che ancora oggi molti anziani del luogo conoscono come Villa Matatia.
La piccola casa in mattoni rossi era attigua proprio a Villa Mussolini (dapprima Villa Margherita), residenza estiva del duce e quartier generale estivo dei gerarchi. Dopo anni di rapporti pressochè distesi, la storia ha fatto il suo corso e - con l'avvento delle Leggi Razziali - non era più possibile per il Duce avere un vicino di casa ebreo, e così i Matatia vennero espropriati della villa.

Il resto è storia, e poco alla volta quello che rimane dei Matatia di Forlì è stato inghiottito dai cieli di Auschwitz; ma resta la memoria, il ricordo e la consapevolezza - soprattutto in occasione del'evento del 21 - di avere ottenuto un piccolo riscatto per Nissim e la sua famiglia, ingiustamente perseguitati e espropriati di tutto solo per il fatto di essere ebrei.

Nella foto: nella copertina del libro sono raffigurati Camelia (figlia di Nissim e secondo soggetto della narrazione), un amico di famiglia e Nino, fratello di Camelia, in bici a Riccione.

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