Rifiuti: "Dalla Regione solo confusione e incompetenza"

Pubblicata il 18 gennaio 2018

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Rifiuti: "Dalla Regione solo confusione e incompetenza"
Imola. "Stiamo assistendo ad una situazione paradossale e schizofrenica generata da chi ci governa. Prima sfidano le leggi frazionando il progetto originario di ampliamento e forzando la mano con la sopraelevazione ventilando una ipotetica emergenza ma soprattutto la mancanza di un piano B. Della serie la discarica di Imola deve essere ampliata a tutti i costi. Poi scopriamo dalle dichiarazione dell'assessore Gazzolo che la situazione è perfettamente gestibile ma che comunque si stanno adoperando per sistemare il pasticcio della sentenza avversa del Tar. Ma solo due giorni fa aveva detto che le sentenze si rispettano. Cara Regione a cosa dobbiamo credere?", inizia così un duro comunicato del comitato di cittadini "Vediamoci chiaro", tra i più attivi nel contrastare i progetti di sopraelevazione e raddoppio della discarica di Imola.

Secondo il comitato "il sistema di smaltimento in Emilia-Romagna è da anni sovradimensionato per le esigenze regionali ed infatti da sempre ci permettiamo di accogliere in emergenza continua rifiuti urbani da tutta Italia. Ma la fetta più grossa e golosa per chi gestisce questi impianti è costituita dai rifiuti speciali provenienti da ogni dove di cui, ovviamente, non si parla mai quando si vuole soffiare sul vento della paura dell'emergenza rifiuti. L'ulteriore aggravante per Imola è che la discarica è di proprietà pubblica ed è stata usata impropriamente per anni per fare business sugli speciali invece di calibrare i volumi al servizio di Imola e della provincia di Bologna. Inoltre, non è passato tanto tempo da quando l'assessore Tronconi ci ha baldanzosamente presentato i dati di una fantomatica raccolta differenziata al 70% dunque di un volume molto ridotto avviato a smaltimento. Ma anche di questo ora non si parla perché non fa emergenza".

Ma ciò che più fa arrabbiare i cittadini è l'ennesimo tentativo di bypassare la decisione del Tar con un ricorso al Consiglio di Stato: "Sentire dire alla Gazzolo che vogliono ricorrere contro la sconfitta al Tar dimostra due cose lampanti: una estrema incompetenza e arroganza visto che l'iter di Via è durato quasi due anni ed era in capo alla Regione; tutti i vizi emersi al Tar li abbiamo segnalati nelle osservazioni, per non parlare del parere forte del ministero dei beni e delle Attività culturali e del Turismo, evidentemente pensava di essere al di sopra della legge. In secondo luogo una pervicace ostinazione a non parlare mai di convertire con somma urgenza il sistema regionale di gestione dei rifiuti da un modello insostenibile da tutti i punti di vista (discariche e inceneritori) ad un modello di riduzione dei rifiuti, di recupero e riciclo come previsto dalla legge. Questo eviterebbe anche di innescare una 'guerra tra cittadini' ma evidentemente in Emilia Romagna gli enormi interessi di pochi prevalgono ancora rispetto a quelli diffusi della collettività".

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