La “Memoria” dell'Olocausto

Pubblicata il 25 gennaio 2018

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E' soprattutto per colpa di uno dei pazzi che perpetuò l'idea di voler (e poter) conquistare il mondo (Hitler), e dei nazisti che l'hanno seguito, che sabato 27 gennaio ricordiamo il Giorno della Memoria.
A decenni di distanza però ancor oggi qualche mente pazza, che di “memoria” ne ha poca, nega quei fatti, perdurando a cancellare dalla cartina geografica lo Stato d'Israele, ragionando come allora facevano nazisti & soci ai quali appariva palese la “necessità storica” di mettere a morte i bambini degli ebrei.

Allora si bruciavano i libri come oggi si fa strage nella sede di un giornale, allora si cacciavano gli ebrei dalle scuole come oggi si massacrano le bambine che ci vogliono andare, allora erano solo loro gli “ariani” i puri, mentre i nemici erano chi essi ritenevano tali solo perché “altri e diversi”, ebrei o omosessuali non importava; menti pazze queste, stesso “dna” mutato e, ripeto, stessa pazza visione di voler (e poter) conquistare il mondo.

Giusto quindi che la memoria con la “M” maiuscola non sia solo qualcosa di labile come la storia che ha liquidato i tiranni sui libri di scuola, la Giornata della Memoria è una giusta grande ricorrenza internazionale volta a ricordare soprattutto alle nuove generazioni il disegno criminale di quei pazzi che fino al 1945 perseguirono la madre di tutte le stragi, l'Olocausto.

E' vero che a posteriori la storia liquida i tiranni, è stato così col crollo dei Romanov, del Kaiser di Germania e dei viennesi Asburgo e perfino con le morti di Hitler e del duce, ma questo genere di “soluzioni terminali” in Africa e soprattutto in Asia hanno a volte preso una svolta diversa, in quanto chi poi ha preso il potere non ha migliorato la situazione; dall'egiziano Faruk a Feisal re dell'Iraq, e dello stesso scià dell'Iran che in fuga abbandonando Theran in aereo fece posto all'Ayatollah Khomeini con tutto ciò che poi ne è derivato, medioevo compreso.

Per questo le date simbolo, come quella di sabato della Giornata della Memoria, devono tener alta la guardia nelle coscienze di ogni persona e servire altresì a denunciare con forza quei governi che ancor oggi continuano a chiudere gli occhi, restando a volte nell'ombra, di fronte al perpetuarsi degli stessi modelli di sterminio di allora.

(Giuseppe Vassura - Associazione Primola)

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