Cambiavento

Autodromo Imola, un silenzio propedeutico alle elezioni

Pubblicata il 25 gennaio 2018

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Corre voce, tra gli appassionati del motore a scoppio, che siano sorte alcune difficoltà nella composizione del programma di manifestazioni nelle strutture dell'autodromo Enzo e Dino Ferrari e un serpeggiare di incertezza e dubbio sta prendendo il posto della ovvia trepidante attesa normale in questo periodo. A tutto ciò, e non è poco, si aggiunge l'assordante silenzio proveniente dalla pista: un'assenza di rombo, inquinamento pesante e cattivo odore che fa temere il peggio. Unicamente un breve accenno del dirigente Selvatico poi il nulla!

Possibile che siano sorte difficoltà? Possibile che si sia incappati in qualche errore? Possibile che l'ideatore della gloriosa Motor Valley sia incappato in errore? Possibile che abbia sottovalutato i tempi riguardo le sue dimissioni e che quindi non resti tempo utile per la convalida politica del calendario, che solo il massimo organo comunale può approvare? C'è chi afferma che una sorta di disperazione, mista a sconforto, si sia oramai impadronita degli appassionanti locali e non solo.
Una delegazione preoccupata e' giunta persino dalla vicina Svizzera: "UE! - hanno detto gli orologiai di oltr'alpe - non sarà che quest'anno non ci fate venire qui a inquinare quello che non ci fanno fare a casa nostra?"

Uomini di poca fede, esseri dubbiosi e irriverenti, appassionati dell'ultim'ora, come può sorgere siffatto dubbio? Come si può dubitare della ferrea volontà dei massimi dirigenti politici locali circa la rigida prosecuzione del programma di spesa milionaria, della volontà di sopprimere il parco storico della città di cui rimarrà unicamente traccia nelle ricche bacheche del museo cittadino tra i preziosi reperti storici dello Scarabelli, come si può anche solo dubitare dell'insistere nel penalizzare le nostre scuole quando oramai i nostri ragazzi si sono a abituati nel non riuscire ad udire quello che racconta quella figura indistinta là ritto sulla predella, affascinati dal gioioso tremar di vetri ed infissi? E poi, ignavi e poveri che altro non siete, se si è stati inclusi tra le nove regioni Europee con livello di inquinamento oltre ogni limite ragionevole e di legge ( e non si sta certo nell'ultimo posto qua nella bassa padana) si può anche solo pensare che noi non si insista e si giochi il tutto per tutto nella prosecuzione della ricerca di un tale primato?

Una risposta proviene dai maligni, i sobillatori di dubbio è incertezza, gli incorreggibili contrari, i pericolosi nemici della gloria e del futuro Imolese, gli squallidi amanti della quiete ed elegante valore del silenzio (unica condizione che permette di pensare ...), i contestatori del prodigioso indotto riveniente dalla gestione della pista, i nemici di sempre della nostra città: si tratta unicamente di un silenzio propedeutico alle imminenti elezioni e state pur certi che dopo il fatidico appuntamento di marzo il rombo, i velenosi gas di scarico e le immense folle che da sempre accompagnano la quotidianità dell'attività nella pista noleggiata ritornerà più vigoroso ed invadente di prima, anzi, si produrrà in novella energia e ancor più asfissiante cadenza. Statene certi o voi timorosi uomini di poca fede!

Certo si fa per celiare, per buttare sulla carta qualche parola irriverente, per dare sfogo, occorre essere sinceri, alla repressa sete di giustizia, di senno politico e sociale, al desiderio di equilibrio tra quieto vivere e passione di pochi, all'oramI sopito spirito di ricerca della qualità della vita, ma se per caso ci avessimo azzeccato, se davvero la pausa silenziosa ed ecologica fosse dovuta ad un triste progetto elettorale, si sarebbe davvero toccato il fondo e una siffatta scelta farebbe apparire ridicole e minuscole tutte le altre panzane, sciocche promesse, specchietti da allodola e miraggi irraggiungibili che da un po' di giorni, e fino alla fatidica data, ci sarà dato insorte di dover sopportare.
Che la pausa sia! Un grande valore politico e di accondiscendenza politica della cittadinanza. Che venga calato un velo di pietà.

(Mauro Magnani)

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