Il futuro della nocciola in un convegno viterbese

Pubblicata il 29 gennaio 2018

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Il futuro della nocciola in un convegno viterbese
Si è svolto pochi giorni fa a Vignanello, in provincia di Viterbo, un importante incontro circa tematiche come il monopolio della coltura della nocciola e l'utilizzo di pesticidi e altri prodotti dannosi per il frutto. Quella del Lazio è una delle regioni italiane (insieme a Piemonte, Campania, Sicilia e Toscana) in cui più si producono nocciole e in cui ne sono presenti le più pregiate qualità.

Regolarizzare le nuove piantagioni
Un tema molto importante dell'incontro è stato quello che riguarda la distribuzione delle nuove colture sul territorio italiano: grazie a questa manovra, concordata con l'ISMEA e con la Ferrero, si potrà regolare l'introduzione sui territori locali di nuove piantagioni (con attenzione particolare proprio all'area viterbese) ma con occhio di riguardo alle altre regioni italiane in cui la nocciola è un'eccellenza.

La lotta contro l'illegalità a livello internazionale
L'incontro è stato delucidante non solo per importanti tematiche a livello nazionale, ma anche per problemi che riguardano il resto del mondo. Infatti, al convegno era presente anche una delegazione turca: il paese, infatti, è il primo esportatore mondiale per tonnellate all'anno. La presenza turca non è stata casuale: ciò è servito, infatti, a far capire come una sregolata introduzione di nuove piantagioni (senza controlli e senza via libera delle istituzioni specializzate) possa portare alla produzione di frutti scadenti o minare la biodiversità dell'ambiente in cui la coltura viene introdotta, sia essa su territorio italiano quanto in qualunque altra parte del mondo (in particolare la Turchia introduce massicce nuove coltivazioni senza pensarci due volte, stravolgendo l'ambiente della coltura).

La concorrenza cresce
La Turchia, però, non è il solo paese a contendere il mercato delle nocciole all'Italia: figurano, tra i tanti, Argentina, Cile, Corea, Cina e Australia. Tanta concorrenza non può che spaventare e far preoccupare i produttori locali, che temono in un monopolio del mercato delle nocciole in mano alle multinazionali con conseguente scomparsa di consorzi e di colture eccellenti di nocciole sul territorio nostrano. Le normative attuate dall'Unione Europea, in questo senso, stanno aiutando a mantenere inalterata la situazione, ma secondo gli esperti la strada verso la “normalità” è ancora lunga e tortuosa.

Il rischio rappresentato dai pesticidi
Altro argomento molto importante trattato nel convegno è stato quello relativo all'utilizzo dei pesticidi nell'area viterbese. L'uso senza controllo di pesticidi, fertilizzanti e altri agenti chimici ha generato un vero e proprio allarme ambientale in tutta la regione a causa degli effetti di tali composti sul territorio locale. Inoltre, tali composti non fanno per nulla bene al nocciolo, pianta da cui la nocciola si genera: come molti esperti (tra cui il giardiniere Tiziano Codiferro) hanno sottolineato nel corso degli anni, infatti, l'arbusto necessita di grande cura e di molte attenzioni e sottoporlo a massicce dosi di agenti chimici può minare la qualità del frutto e renderlo potenzialmente pericoloso per chiunque lo consumi.

Il problema è stato contenuto
Per fortuna, l'allarme lanciato è stato ascoltato in tempo e i comuni dell'area “contaminata” hanno approvato ordinanze e manovre atte a ridurre e contenere l'uso di pesticidi e fertilizzanti, letteralmente salvando la biodiversità e la salubrità della zona. Non solo: grazie all'intervento europeo, è stato possibile bandire del tutto l'utilizzo di alcuni pesticidi e diserbanti potenzialmente molto pericolosi, salvando non solo le piantagioni ma preservando anche la buona salute di tutti gli abitanti dei comuni limitrofi.

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