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Contratti firmati e trattative in corso

Pubblicata il 4 febbraio 2018

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Contratti firmati e trattative in corso
Dopo nove anni di blocco contrattuale, la scorsa settimana, è stato sottoscritto al Ministero della Funzione Pubblica l'accordo negoziale che riguarda le Forze Armate, di Sicurezza e Polizia, che tecnicamente non è di per sé un contratto, in quanto tale personale è di diritto pubblico. Sono rimasti fuori da tale accordo i 33 mila Vigili del Fuoco la cui trattativa, con buone prospettive in una rapida chiusura, è attualmente in corso.

L'annuncio di tale rinnovo è stato dato dal Governo tramite il ministro Madia e il sottosegretario Rughetti, che hanno così ricordato come i 450 mila lavoratrici e lavoratori che ogni giorno tutelano la sicurezza di noi cittadini e dei nostri territori hanno un nuovo contratto e che si è giunti a questo risultato dopo lo stanziamento di 150 milioni di Euro da parte del Governo, permettendo in tal modo lo sblocco del salario, quello del turnover e delle assunzioni di personale straordinario, il riordino delle carriere e la stabilizzazione del bonus degli 80 Euro.

Gli aumenti mensili del nuovo contratto a regime in Euro sono mediamente, 136 per la Guardia di Finanza, 125 per le Forze Armate, 134 per i Carabinieri, 132 per la Polizia di Stato e 126 per la Polizia Penitenziaria, inoltre verranno erogati arretrati una tantum che vanno dai 516 Euro per le Forze Armate ai 556 per le Forze di Polizia.
Dopo questo rinnovo contrattuale e quello di fine anno degli statali, ci sono tutte le condizioni per rinnovare, a breve anche i contratti degli oltre 3 milioni del personale pubblico di scuola, sanità ed enti locali.

Se dopo oltre nove anni di mancati contratti i dipendenti pubblici iniziano a fare i conti con un proprio contratto rinnovato e gran parte dei contratti sono stati rinnovati nell'industria e nei servizi, ci sono però le lavoratrici e i lavoratori dell'industria edile e della grande distribuzione privata e cooperativa che hanno i contratti scaduti da diversi anni tanto che hanno svolto nel mese di dicembre otto ore di sciopero.

Nella grande distribuzione privata e cooperativa il contratto nazionale è scaduto da oltre quattro anni, le trattative ristagnano e il rinnovo non si intravede a breve, il 22 dicembre dello scorso anno sono state svolte otto ore di sciopero con manifestazioni e presidi a livello provinciale, davvero incomprensibili le posizioni padronali private e cooperative nel negare il rinnovo del contratto ai loro dipendenti in quanto il settore della grande distribuzione, dopo diversi anni di ristagno, ultimamente vede affari e vendite in forte crescita.

Nel settore dell'industria edile il contratto è scaduto da circa due anni, il 18 dicembre scorso si sono svolte otto ore di sciopero con manifestazioni regionali, la crisi del settore è entrata ormai nel suo undicesimo anno consecutivo tanto che l'occupazione è stata falcidiata, a tal proposito sono emblematici i dati di Ravenna e che non si discostano molto dai dati nazionali, a fine 2007 gli iscritti alla cassa edile erano oltre sei mila, mentre a fine 2017 risultavano poco più di due mila, in provincia di Ravenna centinaia di aziende grandi e piccole non esistono più, quindi coniugare il rinnovo del contratto e la crisi che continua ad attanagliare il settore sta diventando un'impresa ardua per i sindacati edili di Cgil, Cisl e Uil e l'associazione industriale di riferimento.

(Edgardo Farolfi)

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