In piazza a Bologna contro il razzismo

Pubblicata il 9 febbraio 2018

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Bologna. L'annullamento della prevista manifestazione a Macerata non ha fermato le manifestazioni in altre parti d'Italia. Anpi, Arci, Cgil e Libera Emilia Romagna invitano cittadine e cittadini a partecipare alla manifestazione regionale “contro ogni fascismo e contro ogni forma di razzismo”, che si svolgerà sabato 10 febbraio 2018 a Bologna in piazza del Nettuno, davanti al Sacrario dei Caduti della Resistenza, a partire dalle ore 10.

“La risposta all'appello del sindaco di Macerata, e la conseguente sospensione della prevista manifestazione di sabato prossimo, non suoni come un 'liberi tutti', ma al contrario sproni a un maggiore impegno nel contrasto all'insorgere dei nuovi fascismi e allo sdoganamento di cui hanno troppo spesso giovato - affermano gli organizzatori della manifestazione bolognese -. Per questo crediamo che sabato 10 febbraio, in mancanza della mobilitazione nazionale precedentemente indetta, si debbano moltiplicare le iniziative antifasciste e antirazziste in tutto il paese, contemporaneamente si intensifichi la raccolta delle firme sul nostro appello 'Mai più fascismi'. E non solo. È urgente che alla terribile violenza di sabato scorso ci sia una risposta forte, con una manifestazione nazionale da convocarsi nuovamente, in tempi molto ravvicinati, perché si dia voce e visibilità ai tanti che vogliono che simili episodi non avvengano mai più, ribadendo i valori alla base della nostra democrazia ed inscritti nella Carta Costituzionale. Facciamo appello al Ministero dell'Interno perché come già in occasione dello scorso 28 ottobre vengano impedite, a Macerata così come altrove, manifestazioni fasciste. Facciamo appello a tutte le forze politiche e sociali perché i fatti di Macerata non vengano, come si è tentato di fare, derubricati a gesto isolato di un folle, ma vengano riconosciuti per la loro matrice fascista e razzista. È perciò ancor più necessaria una forte iniziativa sul piano sociale, culturale e politico per arginare questa inaccettabile deriva”.

Un fronte coeso, unitario, non violento è la migliore risposta al riemergere di questa sottocultura che dovrebbe essere consegnata definitivamente ai libri di storia. “Rimuovere il brodo di coltura, le condizioni materiali, in cui fascismo e razzismo prosperano sotto i nostri occhi è il compito primario di uno Stato e di una società democratica”.

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