Cambiavento

Bologna tra segni di fascismo e antifascismo

Pubblicata il 10 febbraio 2018

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Bologna tra segni di fascismo e antifascismo
Bologna. Stamattina anche Bologna si è svegliata antifascista. E si è ritrovata antifascista nei tanti singoli, ma anche negli appartenenti alle quattro associazioni promotrici - Anpi, Arci, Cgil, Libera - e nei diversi volti noti della politica bolognese.
Una piazza piena di bandiere, parole di antifascismo pronunciate davanti al Sacrario dei Caduti in Piazza del Nettuno, luogo simbolico del ricordo della Resistenza, luogo chiave per la memoria storica della città.

Purtroppo però, tanti sono i fatti che dimostrano di come quella memoria sia sempre meno memoria collettiva, sia sempre più distorta, cambiata, rovesciata. Lo dimostra quanto accaduto a Macerata una settimana fa, ma tanti, troppi sono i segnali che evidenziano di come il fascismo sia in continua crescita, ovunque.
Anche nella “rossa” Bologna. Ieri sera lungo via Porrettana una serie di estremisti di destra hanno sfilato urlando “Boia chi molla”, “l'Italia agli italiani”, “Tito boia”, dietro a una striscione con la scritta “Foibe. Noi non dimentichiamo”. Un'azione, quindi, organizzata in occasione della Giornata del Ricordo, ma che fa venire ancora più i brividi pensando a quanto accaduto in questi giorni. Gli estremisti non sono stati bloccati dalle forze dell'ordine, ma, anzi, sono stati scortati da camionette della Polizia e da agenti della Digos. Viene da pensare allora: fino a che punto sarà ammesso non bloccare un corteo fascista per motivi di ordini pubblico? Perché bloccarlo avrebbe, probabilmente, portato a degli scontri?

E, purtroppo, tanti sono i fatti che avvengono ogni giorno: oggi, mentre circa trecento persone riempivano Piazza del Nettuno, a poche centinaia di metri c'era una camionetta con le bandiere di Casapound e un signore sulla settantina che faceva discorsi contro i migranti.
Sono situazioni sentite e risentite, è vero, ma pur sempre gravi, non accettabili.

Le foto che vengono dai presidi in tutta Italia, a partire da quelle della marea di persone che hanno “invaso” Macerata - amministrata da un Sindaco che voleva vietare la manifestazione - danno speranza. E ci ricordano che le parole della Costituzione che affermano che l'Italia è una Repubblica antifascista vanno ribadite ogni giorno, più volte possibile, in più luoghi possibili. Forse, così, ci ricorderemo qual è la nostra storia e perché l'Assemblea Costituente ha voluto mettere nero su bianco quelle parole.

(s.n.)

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