La strada per Roma

Pubblicata il 11 febbraio 2018

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La strada per Roma
Ravenna. Questa breve chacchierata doveva per forza cominciare con uno sguardo su tutta la legislatura, a partire dall'inizio.
Come è partita la legislatura?
“Male, direi. Non abbiamo vinto le elezioni, inizialmente avevamo la maggioranza solo alla Camera, e non al Senato, quindi non c'erano i voti nemmeno per eleggere il Presidente della Repubblica, ed abbiamo dovuto dare vita ad un governo di larghe intese con il centrodestra. Pareva una legislatura senza speranze, invece poi le cose si sono sistemate ed abbiamo approvato più riforme, ed anche più incisive, che negli anni precedenti.”


Quali gli snodi fondamentali,
“Certamente i passaggi più complicato sono stati la rielezione di Napolitano, la nascita del governo Letta e l'avvio di un programma condiviso di riforme, che si è inceppato dopo la rottura del governo di larghe intese e la divisione di Forza Italia in due partiti. Poi la nascita del governo Renzi a ridato slancio all'azione riformatrice, abbiamo approvato riforme importanti, la riforma della pubblica amministrazione, del lavoro, della scuola, della giustizia, ma siamo andati a sbattere sulla riforma costituzionale, perdendo il referendum, e quindi Renzi si è dimesso, ed è nato il governo Gentiloni, che ha lavorato molto bene, soprattutto sul piano economico, visto che dopo anni di recessione siamo finalmente in crescita, che sul piano della contrasto del traffico di esseri umani e dell'immigrazione clandestina, visto che grazie soprattuto al lavoro del Ministro Minniti gli sbarchi dalla Libia sono stat finalmente ridotti, se non eliminati.”


Quali le soddisfazioni principali, quali i progetti.

“Nel settore portuale e della logistica, che è stato il mio impegno principale, abbiamo ottenuto una riforma strutturale della normativa di vent'anni fa, con la soddisfazione e l'accordo di tutte le parti sociali, dagli armatori ai servizi tecnico nautici, dai terminalisti, agli spedizionieri, ai lavoratori portuali. Da tempo non si riusciva a produrre innovazioni così importanti in un clima di sostanziale concordia e condivisione.”


Infine quale gestione nella concorrenza von Vasco Errani
“Per me non c'è ragione di polemizzare, e cerco di evitarlo in ogni modo perché credo che prima o poi la sinistra dovrà ritrovare le ragioni di unità. Il nostro avversario è la destra di Salvini, o di Grillo, non Errani o Bersani, ci mancherebbe!”

(m.z.)

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