Combattere gli obesi fin da bambini con l'Università, l'Ausl e la Fondazione

Pubblicata il 12 febbraio 2018

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Progetto obesità
Imola. Combattere l'obesità, che può generare malattie da adulti come il diabete e patologie cardiovascolari, fin dall'età pediatrica. L'Università di Bologna (Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie e Dipartimento di Agraria), con la collaborazione della Ausl e il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, si prefigge di realizzare un progetto, denominato P.I.F. (Progetto Imola in Forma), che ha come obiettivi interventi di contrasto e gestione clinica integrata rivolti a bambini sovrappeso e obesi e attività di promozione della salute (corretti stili di vita e alimentazione sana) rivolte ai bambini in età scolare.

Per prevenire e contrastare l'obesità infantile due ambiti di prevenzione chiave su cui intervenire sono l'alimentazione e l'attività fisica adeguata. Tra gli interventi efficaci, in grado di modificare le abitudini di vita e/o il peso corporeo, la letteratura scientifica mette in evidenza programmi di formazione ed educazione con attività teorico-pratiche svolte in ambito scolastico attraverso la mediazione degli insegnanti e con il parallelo coinvolgimento delle famiglie. La Regione Emilia-Romagna, da diversi anni, fornisce ai servizi sanitari indicazioni per contrastare l'obesità infantile. Queste indicazioni sono alla base degli specifici progetti contenuti nel Piano Regionale della Prevenzione 2015-2018. Tra gli obiettivi di tale piano figurano, fra gli altri “accordi a supporto dell'intersettorialità delle azioni e la formazione degli operatori sanitari per favorire i cambiamenti degli stili di vita”.

Le strategie proposte a supporto dell'intersettorialità (in particolare per interventi diretti all'età pediatrica) devono vedere coinvolti numerosi attori: le organizzazioni sanitarie (sia l'ospedale che la medicina territoriale), la scuola, gli enti locali e le organizzazioni di volontariato con la finalità di promuovere e realizzare il cambiamento negli stili di vita. Il Piano Regionale indica di investire sull'aggiornamento degli operatori sanitari e di promuovere percorsi formativi sempre più orientati alla prevenzione che integrino i curricula tecnico-specialistici con nuove competenze in questa direzione.

I ricercatori dell'Università di Bologna e i professionisti della Ausl, avvieranno iniziative di aggiornamento e formazione dei professionisti sanitari, ristrutturazione e miglioramento delle attività cliniche già in essere per il contrasto dell'obesità e delle patologie metaboliche in età pediatrica; realizzazione di un ambulatorio specialistico dedicato (Bimbo In Forma – B.I.F.). In tale ambulatorio, opererà un team multidisciplinare in stretta collaborazione con i Pediatri di Libera Scelta del territorio Imolese cui spetta il compito di individuare i bambini a rischio e di avviarli, dopo un primo inquadramento, alla presa in carico da parte del team multidisciplinare dell'ambulatorio Bimbo in Forma.

Il Pediatra di Famiglia ha un ruolo centrale per sensibilizzare ed educare i genitori a mettere in atto precocemente una serie di buone pratiche preventive e corretti stili di vita e per intercettare precocemente le traiettorie di crescita obesogene da avviare alla gestione specialistica integrata con personale dedicato. Progettazione e Implementazione, con approccio multisettoriale, di interventi di promozione della salute e prevenzione del sovrappeso/obesità rivolti ai bambini in età scolare reclutati attraverso le comunità educative. In particolare, verranno realizzati laboratori tematici (Orti Scolastici e Misurazione della camminabilità del contesto urbano) per promuovere una buona alimentazione e adeguata attività fisica in età scolare.

Orti scolastici
La letteratura scientifica ha dimostrato come i bambini delle scuole elementari coinvolte in progetti di school gardening (orti scolastici) vedano un miglioramento dei parametri antropometrici (in particolare l'indice di massa corporea) in relazione all'età, unitamente ad un aumento delle conoscenze in ambito nutrizionale (tipologie diverse di frutta e verdura e loro proprietà benefiche e nutrizionali, stagionalità dei prodotti) e a un cambiamento delle abitudini verso regimi alimentari più sani. Una ottimizzazione dei risultati di questi interventi si ottiene proprio grazie all'associazione di aspetti teorici e pratico-esperienziali mediati dal corpo docente. Per questi motivi il progetto P.I.F. prevede il coinvolgimento, volontario, di una o più classi di scuola elementare in cui poter implementare il programma.
I docenti verranno coinvolti e sostenuti dal gruppo di ricerca/intervento per la realizzazione di moduli di lezioni sulle seguenti tematiche: le basi fondamentali per un'alimentazione corretta; effetti benefici del consumo di frutta e verdura per il mantenimento di un corpo sano; stagionalità di frutta e verdura; incentivo a un consumo di prodotti legati al territorio (Km0).

Parallelamente, si svilupperanno attività pratiche nei cosiddetti orti scolastici. Con l'aiuto dei ricercatori, di studenti dei corsi universitari della sede UniBo del Campus di Imola e/o studenti degli Istituti secondari (ad.es. Istituto agrario/alberghiero) e con l'aiuto di insegnanti della scuola stessa o volontari, si potrà mostrare interattivamente agli scolari la messa a coltivazione dei vari ortaggi, frutta e/o piante officinali, dando ai bambini sempre maggiore responsabilizzazione e crescente autonomia nella cura dell'orto scolastico. Tali laboratori verranno integrati da visite guidate in aziende agricole nelle quali verrà mostrato ai bambini sia la parte agronomica della coltivazione sia quali sono le modalità di consumo del prodotto stesso, ribadendo l'importanza dei prodotti locali e della stagionalità della frutta e degli ortaggi.

Camminabilità
La parte del progetto dedicata alla walkability (camminabilità) afferisce alla dimensione dell'attività fisica, intesa non solo come esercizio strutturato ma anche come stile di vita quotidiano.
Nel contesto delle scuole elementari in particolare l'attenzione verterà sul tragitto casa-scuola inteso come opportunità di trasporto attivo e sostenibile, uno strumento semplice e accessibile a tutti per contrastare la sedentarietà. Secondo i dati di Okkio alla Salute nel 2016 solo il 27% dei bambini italiani si reca a scuola a piedi oppure in bicicletta. La letteratura scientifica mette in evidenza come diverse caratteristiche dell'ambiente urbano possano influenzare l'attività fisica, e le modalità di trasporto degli individui, agendo come ostacoli o barriere alla mobilità attiva e sostenibile. In questo senso la camminabilità rappresenta un indice di quanto un ambiente sia “amichevole” nei confronti del cammino e, nel caso specifico dei percorsi casa-scuola, nei confronti dei bambini. Il progetto PIF si propone di riscoprire il territorio circostante le scuole che saranno oggetto di studio alla luce proprio del concetto di camminabilità e di spazi disponibili per un'adeguata attività fisica e per la vita all'aria aperta.
Anche in questo caso il progetto dovrà inserirsi nelle attività curricolari delle classi. Le lezioni possono essere tenute dagli insegnanti, con il sostegno dei ricercatori e/o dai ricercatori stessi, per un totale di circa 8 ore sulle seguenti tematiche: educazione civica e stradale; attività fisica quotidiana; contesto urbano e camminabilità; elementi di mappatura e orientamento spaziale.

Sono previste attività pratiche che permettano, tramite il coinvolgimento diretto dei bambini, di scoprire ed esplorare le caratteristiche di camminabilità del territorio, mettendone in luce i punti di forza e gli aspetti critici. In particolare sono previste attività partecipative quali: scattare fotografie del paesaggio lungo il tragitto casa-scuola, con commenti sugli elementi che favoriscono od ostacolano la camminabilità (Photovoice); disegnare mappe (sketch map drawing) per conoscere il contesto urbano locale e trovare insieme percorsi con una buona camminabilità e aree verdi in cui svolgere attività fisica. Parallelamente al lavoro con i bambini si richiederà la collaborazione e partecipazione dei genitori, ai quali verrà somministrato un questionario, con l'intento di far emergere le principali criticità e problematicità percepite nell'ambiente urbano e nei percorsi casa-scuola. I risultati di questi laboratori potranno essere mappe collettive del territorio nelle diverse stagioni che verranno presentate all'intera comunità scolastica e all'amministrazione locale come base per possibili interventi di miglioramento dell'ambiente urbano, sempre più a misura di bambino.

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