Imola, città più indebitata della regione

Pubblicata il 14 febbraio 2018

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Imola, città più indebitata della regione
Imola. In questo ultimo mese di campagna elettorale in città si fa un gran parlare di eredità politica. L'ex sindaco Daniele Manca, dimessosi per correre al Parlamento e “non disperdere il patrimonio di competenze”, lo dice senza mezzi termini, “Giudicateci per ciò che abbiamo fatto”. Ed è proprio quello che vogliamo fare.

Con un debito per ogni cittadino (neonati compresi) di 870 euro (dato 2015, ndr) Imola si classifica prima con il maggior debito fra tutti i Comuni della regione Emilia Romagna superiori a 50.000 abitanti. Un record non da poco per la nostra città. Il dato è pubblicato nel documento unico di programmazione 2018-2020, il Dup. Atto di programmazione che ogni Comune è tenuto per legge a redigere e ad approvare per gestire le risorse finanziarie.

Sarebbe estremamente interessante risalire al momento e alla genesi di quel debito che ci consegna il triste record di cittadini più indebitati della Regione. Purtroppo è una domanda alla quale, per ora, non è possibile rispondere. Possiamo invece verificare, dai certificati consuntivi dei Comuni (fonte Regione Emilia Romagna) che nelle altre città di pari dimensioni il debito per cittadino è molto, molto inferiore.
A Modena, sempre dati 2015, il debito ammontava a 43 euro. A Cesena 196, a Ravenna 209. Senza per carità di patria volere prendere a raffronto il dato migliore, inferiore di molti ordini di grandezza, i comuni vicino a noi hanno un debito per abitante inferiore di più di 4 volte. Un'enormità se consideriamo che i servizi pubblici a Ravenna o a Cesena sono indubbiamente almeno di pari livello di quelli imolesi.



Nei prossimi anni da piazza Matteotti programmano che continuerà “la diminuzione del debito pro capite” - se tutto va bene - fino ad arrivare a 725 euro fra 3 anni. Ma, visto che, come diceva Totò, è la somma che fa il totale, scopriamo anche di quanti soldi parliamo. E questo totale, nell'anno di riferimento, è stato pari a 60.828.000 euro. In lire, per accontentare i nostalgici, 118 miliardi. Non una “cifretta”, in questi chiari di luna.

L'altro dato interessante, vista la prospettiva di riduzione del debito, riguarda gli interessi che il Comune paga su quei sessanta milioni di euro. E anche qui non sono noccioline. Nel periodo di 7 anni indicato per la riduzione, solo di interessi il comune - con soldi pubblici, se a qualcuno fosse sfuggito -  paga circa 18 milioni di euro e ne restituisce quasi 14 milioni in conto capitale, i soldi prestati in buona sostanza. Per un totale di circa 32 milioni di euro dal 2014 al 2020. E' anche evidente che le spese per interessi continuano a superare quelle dei rimborsi del capitale. Un dato che fa riflettere sulla capacità finanziaria dell'ente e che incide direttamente sulla spesa pubblica. Nel 2017 il 3,56% delle entrate correnti sono servite per pagare interessi passivi sul debito e, percentuali analoghe, serviranno negli anni successivi.

Tutto lecito e tutto alla luce del sole ma l'interrogativo rimane sul tavolo: a cosa sono serviti, e a cosa servono, tutti quei soldi presi a prestito?

(Verner Moreno)

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