Lotto marzo. Le donne scioperano in 48 Paesi. In Italia 70 città in piazza

Pubblicata il 4 marzo 2018

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Lotto marzo. Le donne scioperano in 48 Paesi. In Italia 70 città in piazza
“Tremate! Tremate! Le streghe son tornate!”. Era uno degli slogan femministi più in voga negli anni '70. Oggi sarebbe meglio dire “tremate tremate le streghe son proliferate”. Non una di meno, il nuovo movimento femminista lanciato dalle donne argentine e del Sudamerica ha preso fuoco in moltissimi Paesi del mondo, Italia compresa. Dal 25 novembre 2016 quando oltre 100.000 hanno sfilato a Roma contro la violenza sulle donne all'8 marzo 2017 con il primo sciopero globale delle donne, al 26 novembre 2016 con 200.000 a Roma per ribadire il no alla violenza, a questo 8 marzo, col secondo sciopero globale delle donne. Un percorso che non si ferma fino a quando la condizione delle donne non cambierà nei fatti. Le donne si astengono dal lavoro domestico ed extradomestico in 48 Paesi per sottolinearne l'importanza decisiva nella vita quotidiana e nel sistema economico; si fermano perché ancora c'è divario salariale fra uomini e donne a parità di funzione e qualifica, perché dopo 40 anni l'obiezione di coscienza mette in ginocchio l'applicazione della l. 194 sull'aborto, perché sono stanche di subire violenza in diverse forme, perché rivendicano il diritto all'autodeterminazione e il superamento delle discriminazioni. Un movimento antifascista, antirazzista “ per la produzione di forme di vita alternative e di corpi ribelli” per una “politica della vita e non del sacrificio” (dall' appello delle donne argentine) che sarà in piazza in oltre 70 città italiane. Così la festa della donna torna ad essere una giornata di mobilitazione, di resistenza e di opposizione agli stereotipi sessisti e razzisti che ancora agiscono a danno del genere femminile.

In direzione ostinata e contraria
Insomma il movimento torna a batter un colpo. Anche a Imola Non una di meno sarà in piazza con una manifestazione che partirà da Piazzale Marabini (Stazione ferroviaria) in bicicletta alle ore 16 per attraversare il centro della città passando per luoghi simbolicamente significativi per la condizione delle donne. Il pecorso: Via Costa, via Appia, via Emilia, via Don Bughetti, via Garibaldi, via Caterina Sforza e poi ancora via Emilia fino in Piazza Matteotti dove dalle 16,30 ci sarà già un presidio antifascista, antirazzista, antisessista e si terrà un critical mass femminista.
Al centro dell'appello imolese la violenza sulle donne “stanche di contare le donne ammazzate” di una politica sull'immigrazione che non applica la Convenzione di Istanbul a cui pure l'Italia ha aderito, la quale obbliga a considerare le violenze subite dalle donne richiedenti asilo, una forma di violenza basata sul genere. Si cita il caso di Becky Moses morta a Rosarno tra le fiamme in un campo, unico rifugio possibile dopo un diniego da parte della Prefettura che non ha applicato il diritto al non respingimento e si denuncia l'inadeguatezza di quasi tutti i partiti sul tema dell'immigrazione. “Grave il caso di Macerata dove l'assassinio di Pamela è divenuto il pretesto per una “sparatoria fascio leghista”” e grave è stata la sottovalutazione  della reazione dei gruppi neofascisti la cui cultura ha radici nel razzismo e nel sessismo.
“Noi vogliamo continuare a combattere ogni giorno tutti i fondamentalismi e i terrorismi che si scatenano contro il nostro diritto di autodeterminazione: ci opponiamo al patriarcato che si fonda su dogmi tradizionali e religiosi di controllo sul corpo delle donne”, dice il comunicato che convoca la manifestazione e in cui si manifesta solidarietà al movimento delle donne del Rojava e alle resistenti di Afrin affinchè finisca l'aggressione militare dello Stato islamico e l'invasione turca. L'appello è firmato dalle donne di Trama di Terre, della CGIL di Imola, dell'UDI di Imola, di Potere al Popolo e dalle donne di Imola Antifascista.

Le iniziative di PerleDonne
In occasione dell'8 marzo l'Associazione PerleDonne organizza a Castel S. Pietro il 9 marzo alle ore 20,30 presso il Cassero, il seminario “Donne e lavoro: discriminazioni e molestie. Leggi cultura e pensiero delle donne” con la vicesindaca di Castel S. Pietro Francesca Farolfi, l'avvocata Fato Luwanga Neru   (Associazione PerLeDonne) che dialogherà con Sonia Alvisi, consigliera regionale di parità, Simone Arminio,  giornalista del Resto del Carlino, Antonella Raspadori , segretaria  regionale CGIL e Carlo Sorgi , giudice sezione Lavoro del tribunale di Bologna.
L'incontro rientra nel ciclo di seminari sulla violenza di genere con gli operatori del diritto
“Le donne cambiano le leggi, le leggi cambiano la vita delle donne” patrocinato dal Nuovo Circondario imolese  e con il sostegno del Comune di Castel San Pietro e di Con.Ami.
A Imola il 9 marzo alle ore 11, “Lavinia Fontana, pittora singolare”, visita tematica guidata ai Musei di S. Domenico e il 10 marzo alle ore 16 in Piazza Garibaldi a Medicina flash mob contro la violenza sulle donne. 

Lotto marzo a Bologna
A Bologna ci sarà un presidio in piazza Maggiore dalle 9 alle 13. Si disegnerà una grande matriozka dove ciascuna potrà depositare un qualsiasi attrezzo del lavoro quotidiano domestico e non che diverrà simbolo della fermata delle donne. Alle 18 concentramento in Piazza Nettuno per il corteo che sfilerà fino a Piazza Unità.

https://www.facebook.com/groups/1452844714939449/
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(v.g.)

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