Caro compagno del Pd, hai perso ed è colpa tua...

Pubblicata il 6 marzo 2018

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Caro compagno del Pd, hai perso ed è colpa tua...
Caro compagno, o almeno presunto tale, la sconfitta elettorale - lo so, è stata veramente devastante - ti fa stare male e ancora non hai la forza per parlarne, neppure con gli amici? Mi spiace ma la colpa è tutta tua.
Sei tu che hai creduto che un partito guidato da un ex concorrente della ruota della fortuna (forse la sua, non la tua) potesse farti raggiungere le vette morali di un Enrico Berlinguer. Guidare il popolo - anche se il termine appare desueto - verso le magnifiche e progressive sorti, verso un sol dell'avvenir che, purtroppo e per colpa tua, è tramontato da un pezzo. Da quel lontano 1992 che ha aperto i cancelli del Pci a chi della sinistra conosceva, forse, solo il piede (e non parlo del film di Jim Sheridan del 1989) ma aveva ricette per cucinare piatti che alla prima forchettata ti sono sembrati indigesti ma poi te li sei fatti piacere. Anzi, alla fin fine ti son proprio piaciuti.

Eri tu, caro compagno sconfitto del Pd a dire in tutte le salse che c'era bisogno di una “sinistra europea”. Una sinistra che parlasse ai padroni (pardon, imprenditori) e agli operari. Salvo poi dimenticarti degli operai e occuparti solo dei padroni. Eri tu, caro compagno del Pd, a dire che in fondo l'art. 18 è solo un feticcio e che “che vuoi mai che sia se lo togliamo”. E' un passo verso la modernità. Eri sempre tu che, per dirla con il tuo ministro del (poco e precario) lavoro Giuliano Poletti affermavi, forse un po' schifato, che l'ora di lavoro è una concezione antica per quantificare la retribuzione. Meglio passare alla modalità 4.0, la produttività pro capite. Il vecchio cottimo per intenderci.

Eri tu, compagno del Pd, che hai accettato tutto questo e tanto altro. Sei arrivato ad accettare pure un governo col “sostegno esterno” (è un modo carino di dirlo) di Silvio Berlusconi. Sì perché così finalmente il Pd tornava ad essere comunque forza di governo, ma a che prezzo!

Hai accettato tutto pur di poter affermare, dentro di te, che finalmente il governo del paese era cosa - anche - tua.
Ma invece, te lo dico da amico, non come farebbe il senatore Razzi, bada bene, hai fallito. E lo hai fatto veramente col botto.
E questo non sarebbe male di per sé. Lo diventa però se tu, caro compagno di quello che sarà il Pd o come si chiamerà in futuro, non capirai che i valori della politica non si realizzano se le persone che scegli non sono quelle giuste. E un'ultima cosa. Hai reso un pessimo servizio a tutta l'Italia perché sarebbe bastato che tu, compagno del Pd, avessi detto un semplice no quando lo potevi dire. Perché di sinistra in Italia, come in Europa e nel mondo intero, ce n'è ancora un gran bisogno.

(Verner Moreno)

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