Discarica Tre Monti, il ricorso del giorno dopo... le elezioni

Pubblicata il 8 marzo 2018

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Discarica Tre Monti, il ricorso del giorno dopo... le elezioni
Imola. Nei palazzi della regione Emilia-Romagna si è atteso fino all'ultimo per dare mandato agli avvocati di presentare ricorso in appello al Consiglio di Stato. La causa è quella contro l'esito della sentenza del Tar che ha sancito la chiusura del lotto in sopraelevazione da 375.000 tonnellate di rifiuti speciali della discarica Tre Monti di via Pediano. Rifiuti che, è bene ricordare, solo in minima parte riguardano il territorio imolese e la sua spazzatura ma provengono invece da tutta Italia. Un business milionario, come evidenziato nell'incontro del 9 febbraio scorso presso il cinema Pedagna organizzato dal comitato Vediamoci Chiaro.

E' però solamente del 5 marzo - la sentenza del Tar è del 10 gennaio e mancano ancora 7 giorni al termine per potere avviare l'azione legale dopodiché è preclusa - la delibera della giunta regionale n. 300 che definisce di “nominare difensori degli interessi della Regione nella suddetta vertenza, con ogni ampia facoltà di legge, congiuntamente e disgiuntamente, l'Avv. Claudia Menini e l'Avv. Gaetano Puliatti, entrambi dell'Avvocatura della Regione Emilia-Romagna, con sede in Bologna, Viale A. Moro n. 52, eleggendo domicilio presso l'Avv. Andrea Manzi, con studio in Roma, Via Federico Confalonieri n. 5”.

Una decisione, quella di procedere al ricorso in appello, escluso in un primo tempo dall'assessore regionale all'Ambiente Paola Gazzolo, che appare legata a filo doppio alla data delle elezioni politiche avvenute il giorno prima, il 4 marzo. E dire che di tempo, senza arrivare in zona Cesarini ce n'era, e anche tanto. E' impensabile che gli avvocati della Regione abbiano cominciato a redigere il ricorso solo ieri. Quella difesa era sul tavolo dei decisori politici almeno fin dal 13 febbraio scorso, momento in cui il responsabile dell'avvocatura regionale appone il suo visto di congruità alla parcella dell'avvocato romano Manzi. Anzi, l'avvocato regionale non fa passare nemmeno un giorno dall'arrivo del preventivo romano sulla sua scrivania per approvarlo. Segno inequivocabile che la pratica era indubbiamente urgente. Ma tutto questo si scontra con le urgenze della politica, che sono altre. Sono quelle di non mettere sulla griglia del malcontento anche l'ennesima decisione presa sopra la testa dei cittadini.

Tutta la tattica politica e le mani “felpate” nulla però hanno potuto contro i cittadini che avevano ormai deciso di abbandonare chi, e vale l'esito delle elezioni, li aveva da tempo lasciati soli a lottare per i propri diritti, in attesa delle amministrative del maggio prossimo.

(Caterina Grazioli)

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