Incontro coordinatori Uaar a Imola

Pubblicata il 9 marzo 2018

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Incontro coordinatori Uaar a Imola
Imola. I coordinatori dei circoli Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) di tutta Italia (una sessantina di coordinamenti) si riuniscono a Imola il 10 ed 11 marzo all'hotel Donatello per discutere in merito alle attività territoriali, sui diritti civili e laici, sul clericalismo di comuni ed enti locali.

“Dai finanziamenti alle scuole private paritarie cattoliche invece che a quelle pubbliche, alla mancata programmazione dell'ora alternativa a vantaggio dell'ora di religione cattolica, dalle erogazioni di denaro pubblico per l'edilizia di culto invece che per la messa in sicurezza delle scuole, agli stipendi negli ospedali, per preti al posto di infermieri”, sono i temi al centro dell'incontro imolese.

“Imola non è stata proposta a caso come città sede dell'incontro nazionale, è città infatti dove il clericalismo la fa da padrone, condizionando fin qui direttamente ed indirettamente l'azione delle amministrazioni – affermano gli organizzatori -. In tema di scuola, l'apertura ai privati di competenze che investono i diritti fondamentali dei cittadini, hanno portato all'affidamento di sezioni di scuole dell'infanzia comunali a privati cattolici, attraverso la costruzione di preoccupanti corsie preferenziali, si pensi anche ai 400.000 che ogni anno il Comune versa nelle casse delle altre scuole d'infanzia private cattoliche ai dopo scuola Imolesi prevalentemente affidati ad associazioni che svolgono la loro attività nelle parrocchie invece che nelle scuole, per non parlare della mancata programmazione ed attivazione di una reale ora alternativa, vista come un problema ed un fastidio. Non si possono dimenticare gli oneri di urbanizzazione secondaria affidati da oltre 30 anni alla curia per la costruzione e ristrutturazione di immobili di loro proprietà, milioni di euro sottratti alla messa in sicurezza delle scuole imolesi oggi ancora carenti in sicurezza, ai dopo scuola imolesi prevalentemente affidati ad associazioni che svolgono la loro attività nelle parrocchie invece che nelle scuole, per non parlare della mancata programmazione ed attivazione di una reale ora alternativa, vista come un problema ed un fastidio”.

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