Il credito malato italiano

Pubblicata il 9 marzo 2018

Vai alla sezione Economia e Lavoro »

Un esempio è stato nel 2015 il Credito cooperativo di Teramo che non ce l'ha fatta ed è crollato sotto il peso delle passività, ma è da tempo che il credito italiano è malato e soffre di una escalation di guai finanziari che ha visto un centinaio di istituti di credito (uno sopra cinque) ad aver a che fare con “sofferenze” di bilancio, dall'illustre Banca Monte dei Paschi di Siena alla meno nobile Cassa Rurale Valli di Primiero e Vanoi, guai tanto per banche “popolari” quanto per le “casse”, per quelle venete o per quelle salentine, tutte hanno vissuto e tuttora sopravvivono sotto il peso insostenibile di crediti non rimborsati.

Sono queste banche inserite in un list “Texas ratio” che evidenza uno stato comatoso di bilancio ed anche se a detta degli esperti in materia la verità è diversa, in quanto non tutte le banche escluse da questo elenco sono indenni da rischi di default tali da scongiurare se i nostri quattrini siano o no a rischio e se queste banche possano sopravvivere ai propri crediti problematici, il list fornisce un quadro esplicito dello stato di salute del settore.

Il Texas ratio è un indicatore finanziario che mette in rapporto i crediti deteriorati al patrimonio netto di una banca, è stato creato in Canada da un manager dopo una catena di fallimenti di 400 istituti di credito texani (da qui il nome) a seguito della crisi immobiliare degli anni '80; questo indice e relativo elenco è balzato alle cronache per i guai finanziari di tante banche italiane fallite o “in sofferenza” che hanno mandato in fibrillazione clienti e risparmiatori in merito i quattrini dati loro in gestione.
In questo decennio, dopo il tracollo Usa dei mutui subprime scoppiato alla fine del 2006, è mancata la voglia a chi di dovere di denunciare la rapacità delle banche e l'etica disumana del loro profitto ad ogni costo, che ha poi generato la crisi degli istituti di credito che stiamo vivendo oggi, figlia di troppe speculazioni ed artifizi finanziari dissennati che ha sospinto come dieci anni fa i risparmiatori agli sportelli bancari in una tragica ricerca di un futuro finanziario migliore, in bilico tra speranza e disperazione, verso il disastro e sul lastrico.

Qualcosa perciò in questi anni è andato storto e non solo perché qualche funzionario di banca è oggi sotto accusa per aver venduto, a risparmiatori ignari, strumenti di risparmio rischiosi quali le obbligazioni subordinate; la maggior parte della colpa è imputabile ai meccanismi che hanno scaricato negli anni su tutti i contribuenti il costo dei salvataggi bancari, anziché farne carico ai propri manager e proprietari delle banche stesse, e ciò ha contribuito a puntare il dito d'accusa verso il Parlamento che non ha denunciato alle commissioni di vigilanza di sorvegliare sui “malesseri” del settore e soprattutto su chi ha scambiato una poltrona nel consiglio di una banca solo come una onorificenza se non addirittura come luogo di malaffare.

(Giuseppe Vassura)

Condividi questa notizia

facebook twitter linkedin google email
Tutte le sezioni
Notizie per località
Credits
Editore Xaiel srl
Via Rio Palazzi, 37
40026 Imola (BO)
direttore@leggilanotizia.it

P.IVA 02226881205
© Copyright 2011 Xaiel srl.
Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

Testata registrata presso il Tribunale di Bologna n.8167 del 16 marzo 2011. Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 15545

Questo sito è interamente gestito con il CMS i-Plug
Realizzazione sito:
Punto Triplo Srl

Cookie Policy
Informativa Privacy