No al Decreto di revisione delle norme forestali

Pubblicata il 9 marzo 2018

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Panda Imola si unisce alla preoccupazione espressa da Isde Italia (Associazione medici per l'ambiente) e dal Gruppo di ricercatori e scienziati di “Energia per l'Italia” per l'imminente promulgazione del Decreto legislativo “Disposizioni concernenti la revisione e l'armonizzazione della normativa nazionale in materia di foreste e filiere forestali”, attualmente alla ratifica del Governo prima di passare alla firma del Presidente Mattarella.

Il D.Lgs. favorisce in modo incondizionato e sistematico il taglio esteso di boschi , anche in aree protette, allo scopo di favorire l'utilizzo delle masse legnose, a fini energetici, nelle centrali a biomasse.
Ancora una volta si incentiva la produzione di energia elettrica da processi di combustione (biomasse, rifiuti, biogas, biometano…), senza nessun recupero di energia termica, piuttosto che investire seriamente sull'efficienza energetica e sulla sola, vera energia rinnovabile: il sole, nelle sue molteplici forme.

La pratica di sfruttare boschi stabili e maturi aggraverebbe ulteriormente sia il bilancio della CO2, sia l'inquinamento atmosferico, con ricadute negative per la salute della popolazione italiana: l'Italia, con oltre 90 mila morti premature all'anno sulle 487.600 del continente europeo, è già ora ai vertici di questa triste classifica e per questo motivo sotto procedura d'infrazione da parte della Commissione Europea.

Già oggi in Italia le biomasse solide sono responsabili di circa il 70% del PM2,5 primario, le cosiddette “polveri ultrafini”, che rappresenta (dati Ispra) circa la metà del PM2,5 totale, responsabile di 59.630 decessi prematuri ogni anno secondo l'UE. Si può stimare quindi che la combustione di biomasse in Italia sia responsabile, considerando le sole emissioni di particolato, di numerosissime morti premature, di ricoveri per patologie acute (soprattutto negli esposti più suscettibili come bambini e anziani), di alterazioni della fertilità, della gravidanza e del periodo perinatale e di numerose patologie croniche (soprattutto cardio-respiratorie, metaboliche e neurologiche) per le quali è ormai riconosciuto un importante ruolo causale per questo inquinante atmosferico. A questi vanno aggiunti gli impatti ambientali e sanitari da emissioni di composti organici clorurati (VOCs), IPA, metalli pesanti, non adeguatamente monitorati e, in alcuni casi, non normati.

Di fronte a problemi gravissimi quali i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, la riduzione della fertilità dei suoli, il dissesto idrogeologico, cui i boschi di qualità contribuiscono a porre un freno, invece di conservare gli alberi esistenti e piantarne altri, se ne incentiva l'abbattimento, consolidando i danni dei recenti devastanti incendi, per i quali si sospetta un legame, dietro cui si celano anche interessi di organizzazioni criminali, con le centrali a biomasse.

L'aumento della ceduazione dei boschi, che il D.Lgs. intende agevolare, avrà anche un pesante impatto idrogeologico. Durante gli eventi meteorici, rispetto a un bosco ceduo (non vogliamo parlare poi di uno appena ceduato), un bosco maturo trattiene molta più acqua piovana. In questo modo incrementeranno le portate idrauliche a valle durante gli eventi di piena (rischio idraulico di esondazione) e, soprattutto, l'imbibizione dei suoli inclinati nei boschi (rischio di erosione e dissesto). Unito alla semplificazione per l'apertura di strade forestali all'interno del bosco, garantita dal decreto, il danno alla stabilità delle nostre montagne sarà inevitabile.

Infine, l'evapotraspirazione delle foreste mature è molto più elevata rispetto a quelle dei boschi cedui (per non parlare di quelli appena ceduati), contribuendo a mitigare il clima estivo nelle regioni boscose. Le nostre montagne saranno più calde e aride nel periodo estivo, contribuendo a ridurre l'attrazione turistica dei territori, depauperati anche sotto l'aspetto estetico dagli interventi di abbattimento arboreo.

L'evoluzione naturale di boschi e foreste favorisce una maggiore ricchezza in biodiversità. La maggiore presenza di alberi in ambiente urbano, invece, aumenta il benessere psicofisico delle persone, contrastando patologie degenerative quali Parkinson e Alzheimer.

L'aggressione alle foreste, se approvata dal governo Gentiloni, sarebbe illegittima, in quanto non si tratta di un atto di ordinaria amministrazione, il solo possibile durante il periodo di scioglimento delle camere, ma di un radicale intervento straordinario di revisione legislativa, come ribadito anche dal vice presidente emerito della Corte Costituzionale, Paolo Maddalena.

Si tratta di un disegno politico che parte da lontano: grazie alle riforme dei recenti governi, sono state “spuntate le armi” delle Soprintendenze a tutela del paesaggio in molte procedure di autorizzazione e pianificazione in ambito forestale e in materia di paesaggio e alberature.

Se a questo aggiungiamo che le poche regole residue rimaste, saranno prive di controlli, grazie allo smantellamento del Corpo Forestale dello Stato, organismo storicamente deputato a questi compiti e confluito in parte nell'Arma dei Carabinieri, il disegno di privatizzazione di questi veri e propri beni pubblici sarebbe compiuto se venisse promulgato questo decreto.

Pertanto, a fronte di una serie innumerevole di danni collettivi, si lascerebbero le mani libere a pochi soggetti privati nello speculare sui boschi, grazie agli incentivi statali di cui sono beneficiari agli impianti a biomassa, incentivi pagati dai contribuenti tramite la componente del prezzo dell'energia elettrica “oneri di sistema” che gli utenti trovano nelle bollette.

Chiediamo che vengano finalmente ascoltati gli appelli che da anni autorevoli Ricercatori, Scienziati e Giuristi (e in ultimo da varie associazioni ambientaliste) rivolgono ai decisori politici e che si aprano Tavoli Tecnici con esperti indipendenti nel settore dell'energia e dell'ambiente.
Boschi, suolo, paesaggio sono Beni della Collettività salvaguardati dalla Costituzione Repubblicana e non devono costituire occasione di profitto per pochi soggetti privati.

(Massimo Bolognesi - presidente@pandaimola.it)

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