“Parlano di economia circolare e poi aprono discariche”

Pubblicata il 9 marzo 2018

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Silvia Piccinini
Imola. Dopo la recente delibera della regione Emilia Romagna che ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sconfitta al Tar riguardante la sopraelevazione da 375.000 tonnellate di rifiuti - giudicata illegittima - le forze politiche scendono in campo.
Ne abbiamo parlato con Silvia Piccinini, consigliere regionale del M5S, ora prima forza politica in regione Emilia-Romagna dopo le recenti elezioni del 4 marzo scorso.

Consigliera Piccinini, la Regione Emilia-Romagna ha aspettato il giorno dopo le elezioni del 4 marzo per approvare il ricorso contro la bocciatura del Tar della soprelevazione della discarica Tre Monti di Imola. Secondo lei la data è casuale?
“Ovviamente non si tratta di una casualità ma di una scelta studiata a tavolino. I 60 giorni necessari per il ricorso al Consiglio di Stato scadevano l'11 marzo. Nelle settimane precedenti al voto la Giunta è piombata in un religioso silenzio sapendo benissimo che la decisione di ricorrere al Consiglio di Stato avrebbe potuto penalizzarli alle urne. Per questo hanno taciuto, decidendo di annunciare la decisione solo a urne chiuse. Per fortuna però gli imolesi non sono caduti nel tranello visto che avevano già deciso di sfiduciare Bonaccini e i suoi compagni di partito per quello che è stato fatto in questi anni sulla discarica Tre Monti. Il PD, infatti, a Imola è passato, guardando i voti dalla Camera, dal 41,33% del 2013 al 29,64% di oggi, retrocedendo a seconda forza politica in città. Non si può parlare di economia circolare e nel frattempo aprire discariche, pretendendo anche di essere credibili”.

La discarica di Imola è di proprietà del Con.Ami. il cui presidente siede nel Cda di Hera, attuale gestore della discarica. Questo, secondo lei, rappresenta un conflitto di interessi?
“Direi che si tratta di un enorme conflitto di interessi ma non è il solo. Più in generale si tratta di un sistema che interessa tutta la gestione dei rifiuti in questa regione. Su Imola abbiamo Con.Ami. che è il proprietario della discarica gestita da Hera attraverso Herambiente, ma a sua volta all'interno di Hera troviamo proprio Con.Ami di cui è azionista. Insieme, nel 2015, firmano il progetto e propongono la sopraelevazione e l'ampliamento della discarica. A giudicare ci pensa la Regione attraverso Arpae il cui direttore è legato storicamente all'assessore regionale all'Ambiente che a sua volta appartiene allo stesso partito, il Pd, dell'ex sindaco di Imola ed ex capogruppo in Regione. Insomma un cane che si morde la coda. La legge prevede una netta distinzione tra il soggetto che propone un progetto e le amministrazioni che devono valutarlo, qui invece abbiamo un blocco unico. Che in Emilia-Romagna abbiamo un ente, Atersir, diventato sostanzialmente il controllore controllato dai controllati e che ci siano delle violazioni del Codice dei contratti, con affidamenti “non improntati” ai principi di libera concorrenza, non discriminazione e trasparenza, ed un prolungarsi ingiustificato del regime di "prorogatio" delle convenzioni di affidamento, non lo dice il MoVimento 5 Stelle ma Anac dopo un'ispezione sui contratti dell'ultimo triennio per la gestione del servizio integrato dei rifiuti”.

L'iter dell'ampliamento della discarica, stralciato dalla procedura di soprelevazione approvata dalla regione e bocciata poi dal Tar a che punto è? Il MoVimento 5 Stelle cosa sta facendo nel merito su questo argomento?
“Sulla discarica 'Tre Monti' fin dal nostro insediamento ad inizio 2015 abbiamo fatto tanto e di certo non ci siamo certo fermati nemmeno dopo l'escamotage dello stralcio dell'ampliamento della sopraelevazione che per fortuna il Tar ha bloccato. Abbiamo sempre cercato di mantenere alta l'attenzione sull'incompatibilità di questo progetto con il territorio, sui rischi per i cittadini e l'impatto sanitario e ambientale provocato attraverso decine d'interrogazioni, interpellanze, risoluzioni e accessi agli atti. A questo proposito vale la pena sottolineare la scelta della Regione di negarci i verbali delle sedute delle Conferenze di Servizi, che ci vengono forniti solo contemporaneamente alla decisione, cioè quando non servono più a nulla. Siamo riusciti ad ottenere di poter entrare e fare un sopralluogo in discarica e, soprattutto, non lasciamo soli i cittadini costretti a pagarsi costose azioni legali per difendere i loro diritti contro amministrazioni che usano i soldi delle loro tasse per imporgli un'attività pericolosa, enorme e senza fine”.

Se la discarica Tre Monti, dopo 40 anni di attività, venisse definitivamente chiusa e bonificata che modello di gestione dei rifiuti regionale proporrebbe il M5S?
“Le nostre proposte le abbiamo messe nero su bianco nei tanti emendamenti ed ordini del giorno che abbiamo presentato a quella che è stata una legge regionale spot sull'economia circolare ed al Piano Rifiuti approvati da questa maggioranza. Non sono ricette nate dal nulla ma semplicemente il frutto dell'approccio razionale e scientifico al tema dei rifiuti. Che nel 2018 non ci sia ancora la separazione tra il soggetto che effettua la raccolta e quello che effettua la gestione o che la tariffa puntuale sia un miraggio è molto grave. Non c'è ancora un controllo reale delle filiere dei materiali, bruciamo i rifiuti come fosse un rito magico che li fa scomparire quando invece otteniamo scorie da portare in discarica e fumi inquinanti che tutti respiriamo, continuando a nascondere i rifiuti sottoterra. Una realtà che farebbe quasi sorridere se non fosse per il giro enorme di denaro e potere che c'è dietro ma soprattutto i danni che questo sistema sta provocando alla nostra salute, a quella dei cittadini”.

(Verner Moreno)

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