Contratti, il cerchio si è chiuso

Pubblicata il 11 marzo 2018

Vai alla sezione Economia e Lavoro »

Con la firma del contratto dei lavoratori della sanità avvenuta lo scorso 23 febbraio, lo stato italiano ha rinnovato i contratti nazionali di lavoro con tutti i propri dipendenti, compresi i lavoratori delle forze armate e di pubblica sicurezza e i vigili del fuoco.

Erano circa dieci anni che i lavoratori del pubblico impiego erano senza contratto, è stato un lavoro lungo quello di Governo e sindacati Cgil, Cisl e Uil iniziato circa tre anni fa, per prima cosa si è dovuto rimuovere l'ingiustizia del blocco contrattuale e poi successivamente si è dovuta modificare la Legge Brunetta in quanto avrebbe reso impossibile il rinnovo dei contratti, dopo di che è iniziata una lunga trattativa che ha portato a novembre 2016 all'accordo quadro che fissava i costi complessivi dello stato per i rinnovi e divideva i dipendenti pubblici in quattro comparti, la trattativa è poi proseguita per ogni singolo comparto ed il 23 dicembre dello scorso anno è stato rinnovato il contratto degli statali e di seguito in febbraio sono arrivati i contratti di scuola, enti locali e sanità, nel mezzo il Governo ha rinnovato i contratti per i lavoratori delle forze armate e di pubblica sicurezza e dei vigili del fuoco.

Per i dipendenti pubblici gli aumenti salariali medi a regime sono di 85 euro mensili, con le buste paga erogate a febbraio verranno pagati gran parte degli arretrati, notevoli anche modifiche e innovazioni sulle parti normative relative ad ogni singolo comparto, viene rafforzata la contrattazione integrativa di secondo livello per premiare anche economicamente con del salario aggiuntivo la produttività misurata alla professionalità ed all'efficienza dei servizi e delle prestazioni che i lavoratori pubblici erogano a cittadini ed utenti, inoltre gli aumenti salariali non andranno ad intaccare il bonus degli 80 euro. Un po' più alti gli aumenti per i lavoratori delle forze armate e di pubblica sicurezza e per i vigili del fuoco.

Notevole la soddisfazione del ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia, che sulla conclusione dei rinnovi dei contratti pubblici ha parlato di un percorso difficile iniziato quattro anni fa quando si è insediò il Governo Renzi e proseguito poi con l'attuale Governo Gentiloni, che ha ridato dignità allo stato e ai propri lavoratori che ogni giorno con abnegazione e professionalità mandano avanti la macchina pubblica.

Ma soprattutto soddisfatti sono i sindacati del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil firmatari dei contratti, sulla conclusione dei contratti nel pubblico impiego Serena Sorrentino della Cgil ha affermato che le lavoratrici e i lavoratori pubblici dopo anni di sacrifici e impegni spesso non riconosciuti ottengono finalmente un segno di attenzione dedicato a loro, mentre Anna Maria Furlan della Cisl ha espresso tutta la sua soddisfazione dopo tanti anni di blocco e infine Antonio Focillo della Uil ha detto che i rinnovi riconoscono i dovuti incrementi economici, le adeguate tutele e ridà ruolo al sindacato nei luoghi di lavoro.

Non tutti però sono soddisfatti, infatti molti sindacati autonomi o di base in generale, ma soprattutto nella scuola e nella sanità, parlano di contratti irricevibili e di truffe di stato ed accusano i sindacati confederali di avere solo assecondato la fretta del
Governo nel chiudere i contratti prima del voto.

(Edgardo Farolfi)

Condividi questa notizia

facebook twitter linkedin google email
Tutte le sezioni
Notizie per località
Credits
Editore Xaiel srl
Via Rio Palazzi, 37
40026 Imola (BO)
direttore@leggilanotizia.it

P.IVA 02226881205
© Copyright 2011 Xaiel srl.
Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

Testata registrata presso il Tribunale di Bologna n.8167 del 16 marzo 2011. Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 15545

Questo sito è interamente gestito con il CMS i-Plug
Realizzazione sito:
Punto Triplo Srl