Pd, serve una ripartenza comune

Pubblicata il 12 marzo 2018

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Bologna. Il risultato elettorale non ammette dubbi e consegna una precisa fotografia del paese. Cosa ne pensa il deputato del Pd Andrea De Maria?

Ancora si parla, come dopo la vittoria della lega e di Berlusconi, di periferie allo sbando, della solitudine dei lavoratori, della marginalità dei giovani. Ma perché poco o nulla è cambiato nella analisi ed elaborazione del Pd?
“A dire il vero il Governo ha messo in campo azioni molto importanti. A cominciare dal Bando per le periferie. La prima esperienza in Italia di un intervento organico per la riqualificazione urbana e per le periferie. Ed in generale molto si è fatto nella azione di governo. Il tema è più profondo e più di cultura politica, a mio avviso. Di ricostruzione del radicamento sociale della Sinistra. La sfida è come fare vivere oggi nella società e dal basso i valori della Costituzione di equità sociale, parità di diritti e opportunità, democrazia e partecipazione.”

Come dovrà essere gestita la lunga fase congressuale?
“Prima di tutto senza faide interne, fughe in avanti, autoreferenzialità. Serve un ragionamento comune, una analisi condivisa della società italiana e della fase storica che stiamo vivendo, un rilancio del progetto del Pd come comunità di valori e di progetto. Non abbiamo bisogno di nuove conte interne ma di una ripartenza comune, dove il noi conti più dell'io. Dove abbiamo avuto risultati in controtendenza o comunque meno negativi, come a Bologna, uno scatto unitario che c' è stato ha contato molto.”

E ora che fare, dal momento che i parlamentari del Pd sono indispensabili per qualunque scelta, a partire dai presidenti di camera e senato?
“Dobbiamo distinguere. Una cosa è fare la nostra parte sulla scelta delle cariche istituzionali, nella chiarezza e nella trasparenza, altra cosa è il nuovo governo. Nella prossima legislatura il nostro ruolo è quello dell' opposizione, in coerenza con i risultati elettorali. Una opposizione seria e nell' interesse del Paese (il contrario di quella che hanno fatto a noi) ma opposizione, senza ambiguità di alcun tipo.”

(m.z.)

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