Bologna, riempire lo spazio, ecco l'Atelier dei Saperi

Pubblicata il 18 marzo 2018

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Bologna, riempire lo spazio, ecco l
Bologna. Il primo progetto del bilancio partecipativo di cui ci occupiamo è l'Atelier dei Saperi, uno spazio di aggregazione per adolescenti e pre-adolescenti che verrà alla luce negli spogliatoi, da diverso tempo inutilizzati, della palestra delle scuole Giordani. Le scuole (l'Istituto Comprensivo n.6 comprende infanzia, primaria e secondaria di primo grado) si trovano nel rione della Cirenaica, all'interno del quartiere San Donato-San Vitale, e hanno sempre costituito un punto di riferimento per la zona. Inaugurate nel 1924, furono uno dei primi edifici di rilievo del rione - che ha festeggiato il centenario cinque anni fa -, e oggi ne custodiscono la memoria storica, offrendo la fotografia di un presente in costante cambiamento. Il rione si presenta oggi estremamente variegato, con una pluralità di etnie e culture che dipingono una diversità in cui, come è naturale, convivono fragilità e possibilità. Paola e Stefano, responsabili del Servizio educativo scolastico territoriale, si interrogano su come trasformare le prime nelle seconde. Sono loro ad aver portato avanti il progetto dell'Atelier e sono loro che intervistiamo a proposito.

Partiamo dall'inizio: quando è nata l'idea dell'Atelier e come si inserisce nel contesto della Cirenaica?
"Il progetto è nato con l'amministrazione precedente: venne deliberato tre anni fa ma senza il finanziamento necessario per iniziare i lavori; con il bilancio partecipativo si è creata l'opportunità per riprendere il percorso. Parlando della Cirenaica, il rione vede una forte presenza di immigrati di diverse origini, provenienti dal Pakistan e dal Marocco, dall'Albania e dalla Moldavia. Abitano nelle case di edilizia popolare o della coop. Risanamento che riempiono la zona, e mandano i propri figli alle Giordani: l'Atelier nasce dalla volontà di trovare uno spazio destinato a loro, a preadolescenti e adolescenti. Durante la mattina, lo spazio potrebbe essere destinato ad attività alternative e complementari rispetto alla didattica classica, utili a rendere più accessibile il percorso scolastico, in particolare agli alunni più in difficoltà. Durante il pomeriggio invece, l'idea sarebbe di farne un punto di ritrovo, magari unendo associazioni e gruppi del quartiere, in cui i ragazzi possano svolgere diverse attività assieme. Il punto di partenza rimane il contatto con la scuola: l'atelier deve diventare un luogo di aggregazione, in cui i ragazzi possano esprimere i diversi linguaggi con cui vengono a conoscenza nel proprio percorso formativo. Tra questi, la musica e attività artigianali, che difficilmente vengono coltivate al di fuori della scuola: i ragazzini spesso non si rendono conto di avere delle potenzialità e finiscono per auto-censurarsi, ancorati a una consapevolezza di marginalità sociale."

Immagino che questo sia un tema fondamentale per chi fa il vostro lavoro.
"Assolutamente, nonostante la Cirenaica sia a cinque minuti dal centro ci sono una serie di cose che portano chi vi abita a sentirsi parte della periferia, specie nei figli di immigrati. Questo si riflette poi nel mondo della scuola, percepita da alunni e genitori come un luogo di passaggio in cui si perde del tempo, e non come un investimento per il futuro. Lo testimonia anche il tasso di dispersione scolastica, molto alto, e il fatto che essa cominci a partire dalle medie, prima del solito -primi anni delle superiori-. Per fare fronte a questo problema, il quartiere ha formalizzato i Servizi di Aggancio Scolastico: viene stabilito un patto formativo tra studente e famiglia, scuola e servizi educativi. Grazie all'accordo, il ragazzo riceve un'educazione al di fuori della scuola, in base a quelle che sono le sue esigenze e i suoi interessi; il percorso formativo viene poi riconosciuto e valutato dalla scuola, che permette in questo modo ai ragazzi di conseguire il titolo. Senza nemmeno un titolo di scuola secondaria inferiore, inclusione sociale e accesso al mondo del lavoro diventano estremamente difficili, e inevitabilmente aumenta la spinta a percorsi di devianza e di criminalità. Parallelamente, per arrivare a risultati concreti, assume grande importanza il coinvolgimento delle famiglie: è fondamentale che queste siano incluse e integrate nella comunità. Nel merito, abbiamo pensato a un altro utilizzo dell'Atelier, come spazio rivolto appunto ad incontri tra le famiglie, in cui si inizi un percorso di conoscenza e comprensione duraturo nel tempo: spingere le persone a parlarsi è l'unico modo in cui si può stimolare una vera inclusione. Per stringere dei rapporti risultano molto efficaci degli incontri periodici in un ambiente ristretto, molto più che le classiche feste di quartiere, momenti molto belli ma in cui questo risulta più difficile."

Rimane l'ultimo punto, di fatto il primo del progetto. Quali interventi devono essere fatti per modificare lo spazio e che tempi sono previsti per i lavori?
"Useremo i fondi del comune (130mila euro) per ristrutturare quelli che un tempo erano gli spogliatoi della palestra. Lo spazio è stato impiegato a lungo come sede della polizia municipale, ma da più di quindici anni è inutilizzato, per cui ci sono una serie di aspetti strutturali -come infiltrazioni e impianto di riscaldamento- che vanno controllati e sistemati. Intendiamo trasformare il locale, che attualmente termina con docce e bagni a causa del suo precedente utilizzo, per creare degli angoli dedicati alle varie attività che vi si svolgeranno. Per quanto riguarda i tempi, siamo stati contattati dai lavori pubblici che hanno già effettuato il sopralluogo. I fondi sono immediatamente disponibili poiché considerati all'interno del bilancio precedente, per cui i lavori dovrebbero partire a breve e, se tutto andrà per il verso giusto, termineranno entro la fine dell'anno solare."

Siamo ai saluti. Vi ringrazio per la disponibilità, e immagino che abbiate qualche ringraziamento da fare anche voi.
"Certo, il nostro ringraziamento va a chi ha sempre sostenuto il progetto e ha collaborato alla sua realizzazione, sentendolo proprio. In particolare: l'Associazione Cirenaica, la Social Street Cirenaica, le consigliere del quartiere Locascio e Pecorelli e tutti i cittadini che hanno partecipato al percorso del bilancio."

(Alberto Pedrielli)

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