Un'intesa contro i rischi di infiltrazione della criminalità organizzata

Pubblicata il 14 marzo 2018

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Legalità
Il Prefetto di Bologna Matteo Piantedosi e il Commissario straordinario del Comune di Imola Adriana Cogode hanno sottoscritto un'intesa nell'ambito delle iniziative mirate ad innalzare il livello di tutela della legalità e della sicurezza. L'intesa, il cui testo era già stato elaborato e condiviso col sindaco uscente Daniele Manca, si inserisce all'interno dei rinnovati rapporti di collaborazione tra istituzioni nel più ampio contesto della sicurezza.

“Questa intesa nasce dalla necessità di promuovere più stringenti interventi preordinati ad impedire il rischio di eventuali infiltrazioni da parte della criminalità organizzata nelle attività imprenditoriali, tenuto conto della avvertita esigenza di preservare il territorio, a forte vocazione industriale e caratterizzato da una florida economia, dal pericolo di ingerenze illecite che possano interferire nel sano ed equilibrato sviluppo del territorio” sottolinea il Commissario straordinario Adriana Cogode.

In particolare il protocollo, che prende in considerazione lo strumento dell'informazione antimafia nell'ambito di appalti pubblici, urbanistica ed edilizia privata, prevede l'impegno del Comune, direttamente o attraverso le società partecipate, alle seguenti azioni: relativamente ai settori di attività previsti dalla legge 190/2012, ad inserire nei propri bandi e contratti apposita clausola che impone alle ditte contraenti di comprovare l'iscrizione nelle cosiddette "white list" o la relativa istanza già all'atto della partecipazione alla gara o ad altro procedimento di scelta del contraente e analoga prova dovrà essere richiesta, a cura della ditta aggiudicataria, nei confronti di tutti i subcontraenti o fornitori della filiera; al di fuori dei “settori sensibili”, a richiedere l'informazione antimafia per gli appalti e le concessioni di lavori pubblici di importo superiore a 250mila euro, per i contratti relativi a servizi e forniture di importo superiore a 50mila euro e per i subappalti e subcontratti di lavori, forniture e servizi di importo superiore a 50mila euro; ad inserire nel disciplinare di gara apposite clausole intese a prevenire possibili fenomeni di corruzione e/o indebita interferenza nella gestione della cosa pubblica tra le quali l'obbligo per l'aggiudicatario di comunicare l'elenco delle imprese coinvolte nel piano di affidamento, di inserire in tutti i subcontratti la clausola risolutiva espressa in presenza di informazioni interdittive, il divieto di autorizzare subappalti a favore di imprese partecipanti alle operazioni di selezione e non risultate aggiudicatarie; a mantenere una banca dati delle imprese aggiudicatarie e sub-appaltatrici di contratti superiori a 50mila euro che trasmetterà semestralmente alla Prefettura; a verificare l'adempimento degli obblighi retributivi e contributivi, il rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro e sulla tracciabilità dei flussi finanziari.

Nel settore dell'urbanistica e dell'edilizia, il protocollo prevede di richiedere l'informazione antimafia:
per gli interventi di edilizia privata soggetti al permesso di costruire e a Scia di valore complessivo superiore a 150mila euro euro; ad acquisire autocertificazione antimafia per ogni singolo atto concessorio in materia di edilizia privata, con riserva di richiedere l'informazione antimafia per gli interventi che superano i 5000 mc e per gli interventi attinenti attività produttive ed insediamenti in aree industriali ed artigianali; negli interventi di urbanizzazione derivanti da convenzioni di urbanizzazione (cd. “opere a scomputo”), anche quando l'esecuzione sia affidata a soggetti diversi dai sottoscrittori della convenzione di lottizzazione.

Per converso, la Prefettura di Bologna si impegna a rilasciare le informazioni antimafia per gli appalti sottosoglia e le attività di edilizia ed urbanistica menzionate nel protocollo e ad assicurare ogni necessario supporto, anche formativo, per l'efficacia delle iniziative volte a prevenire il rischio delle infiltrazioni mafiose. Il protocollo avrà durata biennale.

Infine, sempre nell'ambito delle medesime iniziative volte a garantire la legalità e la sicurezza nell'economia, analoga intesa sarà sottoscritta tra la Prefettura di Bologna, il Nuovo Circondario imolese e i sindaci dei Comuni del circondario.

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