A 40 anni dalla Legge Basaglia, iniziative e un ricordo di Giorgio Antonucci

Pubblicata il 16 marzo 2018

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A 40 anni dalla Legge Basaglia, iniziative e un ricordo di Giorgio Antonucci
Imola. In occasione del quarantesimo anniversario della Legge 180 del 13 maggio 1978 (nota come Legge Basaglia) che sancì la definitiva chiusura dei manicomi, i soggetti che si riconoscono in "Oltre La Siepe" hanno dato vita a un nutrito calendario di eventi.
La rassegna di eventi si svilupperà dal 24 marzo a giugno, continuerà nel periodo ottobre - dicembre nella seconda parte del progetto e prende il titolo: “40° Legge 180. Guardare il mondo diversaMENTE - Un percorso di liberazione per tutti. E non solo per alcuni”.

La legge 180 rappresenta una conquista di civiltà che ha rovesciato il modo comune di pensare e ci ha permesso di guardare il mondo in maniera aperta alle differenze. A 40 anni dalla sua promulgazione, ancora oggi spesso si pensa in maniera fuorviante che la Legge 180 riguardi esclusivamente le persone con un disagio mentale e il loro trattamento sanitario. Ma non bisogna dimenticare che nei manicomi sono stati ricoverati tanti tra coloro che non rispondevano alle aspettative sociali, persone che con i loro comportamenti minavano i pilastri morali e politico/economici sui quali si reggeva la società della prima metà dell'Ottocento fino al secondo Dopoguerra, persone la cui stravaganza destava preoccupazione e imbarazzo. Coloro che hanno lottato per superare l'istituzione manicomiale lo hanno fatto non solo per la vita dei ricoverati in manicomio ai quali è stata restituita dignità, ma per tutti gli uomini e le donne che, grazie all'assenza della minaccia del manicomio e a un cambiamento di mentalità, hanno potuto esprimere sé stessi nella società civile.

"Oltre la Siepe" nasce sull'onda dei processi di liberazione che hanno portato anche Imola a superare l'esperienza del manicomio. La costruzione di una salute mentale di comunità passa attraverso un processo dinamico e mai concluso a partire dal quale la necessità di cambiamento (esistenziale, sociale e politico) non dovrebbe ridursi alla cura della “sintomatologia del disturbo” ma dovrebbe tendere a una ricerca costante in cui servizi, associazioni di cittadini, amministrazioni locali collaborano affinché le soluzioni tendano alla salvaguardia dei diritti di cittadinanza.

Saranno presentati eventi artistici, culturali, incontri che intendono mettere al centro il valore delle differenze o portano a riflettere sul tema dei diritti e del benessere mentale dei cittadini, per una comunità che “Vive, cresce e si nutre del sapere di tutti”. Il teatro, anche nella sua forma di pratica di Laboratorio inclusivo, è al centro di molte delle iniziative in programma, per la sua capacità di parlare alle persone e di far parlare le persone, per favorire l'integrazione. Il teatro ha segnato fortemente il cammino di liberazione che ha portato al superamento degli ospedali psichiatrici e tante sono state le esperienze che, anche nel nostro territorio, ne hanno accompagnato il percorso.

Lo sport, allo stesso modo, anima molte delle iniziative, tra cui “Cittadini in movimento 3.0”, un progetto regionale che coinvolge anche il territorio del circondario e che darà luogo a eventi con cui si vuole sottolineare come la Legge 180 abbia modificato l'ottica con la quale oggi leggiamo le pratiche sportive, facendole divenire uno strumento che agisce per dare visibilità alle soggettività negate, mettendo al centro i diritti di cittadinanza. Il progetto è a cura di UISP Regionale Emilia - Romagna e delle Associazioni sportive della Rete Regionale per l'inclusione sociale, D.S.M. Regionali e Associazioni locali.

Non mancheranno iniziative più focalizzate sul tema della salute mentale che indagano il rapporto tra bisogno di cura e Servizi di Salute Mentale. Il 12 Maggio è previsto un pubblico incontro dal titolo “Legge 180. E i prossimi quarant'anni?” in cui si parlerà delle prospettive future della salute mentale nei termini di una “ricontestualizzazione” della 180. Interverranno Giuseppe Tibaldi psichiatra, responsabile del D.S.M. area nord di Modena, coordinatore scientifico del Centro studi e ricerche in Psichiatria, Enzo Morgagni presidente della Consulta Regionale per la salute mentale e Alba Natali, direttrice del Dipartimento di Salute Mentale / Dipendenze Patologiche Ausl di Imola.

Oltre La Siepe quest'anno ospita il progetto “Sante Zennaro: Bene Comune! Trasformazione, cultura, gioco, artisticità” a cura di Volabo/ Asvo, Consulta del Volontariato di Imola, Associazione PerLeDonne in collaborazione con l'Istituzione G. Minguzzi e il supporto accademico del professor Andrea Canevaro. Il progetto coinvolge molte associazioni e cittadini. L'Istituto medico psico-pedagogico Sante Zennaro fu chiuso nel 1973 dopo pochi mesi dalla sua apertura per divenire Centro di Servizi Sanitari Sociali. Fu un fatto significativo per la città, precursore delle trasformazioni che in seguito alla Legge 180 portarono alla chiusura dei manicomi. Si intende rivivere quel luogo attraverso eventi sportivi, artistici, culturali, momenti di scoperta, riflessione e progettazione per il futuro di e per tutta la comunità.

Di particolare rilevanza è l'iniziativa “La città dei matti: gli archivi dei manicomi Imolesi” (10 Maggio alla Biblioteca Comunale) in cui per la prima volta verrà presentata ai cittadini una ricca documentazione relativa alla storia degli ospedali psichiatrici della nostra città. Saranno mostrati gli archivi del Manicomio di S.Maria della Scaletta (Osservanza) e del Manicomio provinciale di Imola (Lolli). Il progetto è realizzato dall'Archivio storico comunale di Imola in collaborazione con l'AUSL di Imola, con la Soprintendenza archivistica e bibliografica dell'Emilia - Romagna e con l'Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia - Romagna. Il progetto continuerà con iniziative rivolte alle scuole nel prossimo anno scolastico e con una mostra sui soldati e la Grande guerra che documenta le conseguenze psichiche della guerra nei militari ricoverati nei manicomi.

Il programma si apre sabato 24 marzo alle 9.30 con una parata accompagnata dalla Banda Tambù attraverso le vie principali del centro storico, toccando i luoghi di accoglienza dei migranti, prima iniziativa del Progetto Regionale “Cittadini in movimento 3.0”.  Nella sera del 24 marzo alle 21 al Teatro Lolli, dopo lo spettacolo “La cammina un uomo vivo” a cura di T.I.L.T. ambientato in un lager, si ricorderà la figura di Giorgio Antonucci (nella foto), attraverso le testimonianze di chi a Imola ha vissuto quel momento storico (Giovanni Angioli ex infermiere coordinatore del Reparto Autogestito dell'Ospedale Psichiatrico Lolli, la psicologa Maria d'Oronzo ex tirocinante del Reparto Autogestito Lolli e Massimo Golfieri fotografo).

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