Il Grande timoniere del Pcc

Pubblicata il 27 marzo 2018

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Missione compiuta per Xi Jinping, Presidente della Repubblica popolare cinese, che inizierà quest'anno gli altri cinque anni del suo secondo mandato come Segretario generale del Partito comunista cinese (Pcc) per poi (volendo) restar in carica come Presidente a vita, un mal di pancia (di rimpianti) senza fine per chi in occidente ha dimostrato man mano sempre più disaffezione al voto verso questa ideologia “comunista” di Mao e Den Xiaoping, quest'ultimo promotore di riforme e di aperture che hanno poi favorito in futuro quel susseguirsi di eventi economico-commerciali “dalle stalle alle stelle” che tutti noi oggi ben conosciamo, elevando il Paese simbolo del socialismo di mercato al rango di “moderna e prospera realtà socialista con caratteristiche cinesi”.

L'unione quindi dà forza, quella emersa dal segreto dell'urna ha visto solo due compagni su 2.964 barrare il “no” e tre hanno lasciato la scheda in “bianco”, affermazione quanto più vera se osserviamo l'escalation dei “numeri” cinesi; i delegati del Congresso nazionale del popolo hanno votato a scrutinio segreto (favorevoli al 99,86%) la modifica alla Costituzione proposta dal Partito comunista cinese che ha di fatto sancito che il leader Xi Jinping governerà (quasi) “a vita”, come a dire che in futuro serviranno stabilità e continuità per confermare ancora i numeri del Paese come seconda economia del mondo e prima potenza commerciale.

Anche nella vicina Russia lo “zar” Vladimir Putin sta consolidando il quarto mandato, un potere iniziato negli anni duemila e che ha visto crescere i propri picchi di consenso solo in concomitanza con l'insorgere di tensioni militari di “frontiera” (Ucraina) o di aree di influenza (Siria), a differenza del leader comunista Xi che sta professando (a parole) una palese non belligeranza e perfino dimostrando a differenza del passato un “dialogo” inaspettato coi temuti capitalisti d'occidente, Usa in primis in riferimento al “dossier” Nord Corea.

Una grande rivoluzione culturale proletaria, contro la borghesia che “devia” i partito dello Stato, per una equa suddivisione delle risorse economiche e finanziarie della Cina; questo è quanto da sempre il Partito Comunista Cinese ha perseguito nei decenni promuovendo ciò a prescindere dalle argomentazioni (e i fatti) su cui discutono e votano i quasi tremila delegati nella Grande Sala del Popolo di Piazza Tenamien, rappresentanza del miliardo e quattrocento milioni di cittadini del celeste impero.

(Giuseppe Vassura)

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