Serve una svolta decisa per salvare la nostra agricoltura

Pubblicata il 4 aprile 2018

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Serve una svolta decisa per salvare la nostra agricoltura
Ferrara. A Stefano Calderoni, presidente (riconfermato) provinciale di Cia Ferrara, abbiamo chiesto di riflettere ad alta voce sul temi degli ostacoli che frenano la presenza dei giovani nei campi.
“Sono 70 km quelli che separano alcune zone agricole ferraresi dal primo ospedale pediatrico, 100 quelli che devono percorrere i ragazzi per frequentare i principali istituti superiori e 110 quelli per arrivare ai luoghi ricreativi, per non parlare della mancanza di assistenza sanitaria prossimale.
Non possiamo continuare a vivere in luoghi senza servizi e infrastrutture adeguate, dalle strade alla banda larga, dove fare impresa è diventato un atto eroico. A Ferrara abbiamo lanciato come Agrinsieme l'iniziativa 'Campagna viva, viva la campagna', per valorizzare la presenza umana nelle zone agricole più disagiate e sostenere gli agricoltori che svolgono la loro attività economica un'importante azione di salvaguardia del territorio”.

A queste difficoltà si aggiunge quella del reddito, con le aziende che lavorano in condizioni più "degradate" di venti anni fa. "Alle distanze che separano le aziende agricole dai servizi essenziali se ne aggiunge un'altra fondamentale: quella da un reddito soddisfacente. Siamo un settore in affanno, dove il valore non viene distribuito in maniera equa lungo la filiera perché il primo anello, quello produttivo, viene penalizzato. I dati parlano di 41 miliardi di export agroalimentare, ma è una cifra che non serve a nulla, se alle aziende agricole non arriva in tasca un euro in più. Questo è ciò che dovrebbero avere in mente i politici, perché siamo stanchi di sentirci dire che abbiamo ragione quando affermiamo che le condizioni stanno peggiorando. Vogliamo, piuttosto, impegni seri e concreti che vadano oltre il vuoto di contenuti che è emerso nel corso della campagna elettorale appena conclusa.”

E vero anche che la ricerca sta cambiando il mondo agricolo
“Sono fondamentali nuove regole sulla ricerca genetica varietale. “Nel nostro paese esiste una grande anomalia: viene impedita la ricerca genetica a livello pubblico, che potrebbe dare garanzie di obiettività dei risultati, ma le multinazionali possono studiare senza vincoli gli OGM, depositare brevetti e vendere i prodotti agli agricoltori applicando naturalmente le royalty.”

La profonda trasformazione della società non deve inevitabilmente portare con sè un cambiamento anche dei corpi intermedi.
“Rispetto a quarant'anni fa, quando fu fondata la confederazione, viviamo in un grande paradosso: le aziende agricole sono grossomodo dimezzate e le organizzazioni di rappresentanza quasi raddoppiate.
Questo è un tempo in cui bisogna avere coraggio, abbandonare la propria confortevole posizione di rendita e mettersi, tutti, profondamente in discussione. Oggi è impensabile rappresentare degnamente ed in modo efficace il mondo agricolo se non si crea massa critica che rappresenti interessi ed obiettivi comuni. Per troppo tempo le organizzazioni hanno guardato all'1% delle cose che le divideva dimenticandosi che vi era un abbondante 99% di aspetti che avrebbero unito. Agrinsieme è certamente un primo ed importante passo, ma auspico che le organizzazioni agricole che compongono il coordinamento avviino una vera e propria fase costituente valutando anche la nascita di un grande soggetto della rappresentanza agricola che sarebbe il più grande che la storia di questo paese abbia mai conosciuto. questa è a mio avviso l'unica strada per ridare credibilità ad un mondo delle rappresentanze sempre più messo in discussione dagli stessi agricoltori. Prendere atto dei mutamenti politico e sociali ci permetterebbe di compiere il definitivo passo verso una piena autonomia ed indipendenza delle rappresentanze del mondo agricolo.”

E' in corso una interessante esperienza per quel che riguarda la raccolta e la commercializzazione delle pere. Forse una prima sintesi può essere utile.
Grazie alla volontà di oltre 1.000 produttori di pere, alla lungimiranza di 18 importanti aziende che a vario titolo operano in questa filiera ed al grande lavoro di molti agricoltori, in poco più di 5 mesi è stato possibile passare da un'idea iniziale alla costituzione ufficiale di OPERA S.c.a., il piú grande soggetto commerciale al mondo specializzato sul prodotto pera. Era un passaggio necessario per garantire il rilancio di un prodotto che stava pagando il prezzo, da anni, una profonda crisi di mercato.
La capacitá di riorganizzare l'offerta, concentrandola, ha permesso di riportare a livelli accettabili il valore dele liquidazioni del prodotto. Questo modello dovrebbe essere esportabile anche in altre filiere e distretti produttivi dell'ortofrutta: laddove i produttori dialogano con la filiera, programmano produzione e fase commerciale lavorando sulla qualità i risultati arrivano. Ciò non toglie che ancora lunga sia la strada da fare, a partire da un'aggregazione importante ma ancora insufficiente che manifesta ancora alcune inefficienze. L'auspicio è che tra i due principali players delle Pere - Opera ed Origine - inizi una fase di collaborazione che permetta di rilanciare definitivamente il settore della pericoltura italiana“

(m.z.)

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