Calano gli artigiani, in un contesto di diffusa difficoltà nel “fare impresa”

Pubblicata il 31 marzo 2018

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Calano gli artigiani, in un contesto di diffusa difficoltà nel “fare impresa”
Sono stati resi pubblici, di recente, i dati registrati dalla Camera di commercio della Città metropolitana bolognese sulla natalità e la mortalità delle imprese artigiane sul territorio. Dati che certificano un andamento ancora negativo, visto che nel 2017 il saldo segna -237 imprese (1.784 nate contro 2.021 cessazioni) equivalente a un tasso di variazione annuo negativo dello 0,87%, portando a quota 27.045 le imprese artigiane ancora attive.

Bologna tiene il passo
Nel contesto tiene ancora il tessuto produttivo di Bologna, che al 31 dicembre 2017 consolida il dato del 2016 con 8.497 imprese artigiane attive, con 665 nuove iscrizioni a fronte di 660 cessazioni di attività, registrando dunque un saldo attivo di 5 unità. Una crescita allineata alla tendenza degli ultimi anni: 650 nel 2015 e 654 nel 2016. Rispetto al 2016 i settori che possono vantare un incremento delle imprese registrate, nell'ambito della Città Metropolitana, sono i servizi per la persona (+45), i servizi e la consulenza informatica e la produzione di software (+18), con la relativa assistenza (+6), i servizi per gli edifici e il paesaggio (+ 24) e la confezione di articoli di abbigliamento e in pelle (+20), in controtendenza rispetto al settore manifatturiero. In generale flessione invece la demografia degli altri settori.

I numeri “bolognesi” ci raccontano di una situazione ancora in bilico e certamente non perfettamente consolidata come “fuori dalla crisi”. Fare impresa, dopo 10 anni dalle prime avvisaglie del cambiamento nel clima economico mondiale, è ancora complicato. Una difficoltà legata ai cambiamenti ancora in corso nel sistema a cui si aggiunge un ambiente poco favorevole alla creazione e all'evolversi dell'impresa stessa. Spesso si parla di futuro ma ancora si sta facendo poco sulla questione del “fare impresa” e su quali politiche e strategie sia necessario adottare nell'ambito di un programma integrato e coerente per sviluppare quei temi centrali che non è più possibile rinviare, dalla fiscalità all'accesso al credito, dalla formazione alla burocrazia. Temi, questi su cui occorre intervenire in modo davvero tempestivo e pragrammatico, perché sono imprescindibili nel dialogo fra politica, mondo economico e corpi intermedi, perché rappresentano un sicuro investimento per tutto il sistema.

Prosegue il trend negativo del Circondario imolese
Va peggio al territorio del Circondario imolese, che vede un saldo negativo di 55 imprese, dato dalle 265 cessazioni a fronte delle 210 nuove iscrizioni. Nonostante i segnali di ripresa che si registrano, la crisi non è quindi ancora definitivamente alle spalle. Sono infatti in calo le cessazioni di impresa, che si attestano sui livelli minimi del decennio, ma risultano in calo anche gli imolesi che decidono di intraprendere una attività imprenditoriale, e il dato registrato nell'anno appena chiuso è il più basso del decennio che ci lasciamo alle spalle, con un 2017 che segna un saldo negativo, tra iscrizioni e cessazioni di attività, di 55 imprese, con un -1,5 % rispetto all'anno precedente. Negli ultimi tre anni il trend di diminuzione dello stock di imprese si è ridotto, ma dal 2008 ad oggi, quando l'anagrafe segnava 4.034 imprese artigiane attive, si registra una diminuzione di 392 imprese artigiane, con una riduzione percentuale del 9,7%, con una media di quasi un punto percentuale all'anno.

L'elenco dei motivi che portano a questa contrazione è lungo. Dalla diminuzione delle commesse legate alla crisi e ai cambiamenti in corso al calo dei consumi, dall'elevata pressione previdenziale e fiscale alla difficoltà di accesso al credito per le piccole imprese, passando per l'effetto di una burocrazia che non vuole fare passi indietro e dal costo delle locazioni e dell'energia. Quando chiude un laboratorio o una bottega abbassa la saracinesca, specie nei comuni più piccoli, è un pezzo di vita non solo produttiva, ma anche sociale, che viene a mancare al territorio.

(Amilcare Renzi)

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