Rifiuti: polemiche sulla Tari

Pubblicata il 4 aprile 2018

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Rifiuti: polemiche sulla Tari
Faenza. Quasi interamente dedicato alla questioni rifiuti, l'incontro in Consiglio comunale dello scorso 26 marzo ha suscitato alcune polemiche e contestazioni in particolar modo dall'opposizione.
Nel corso della seduta precedente era stato deciso di affidare la gestione e la riscossione della Tari ordinaria per il 2018 a Hera Spa; scelta contestata in particolare da L'Altra Faenza, “perché così facendo l'Amministrazione cede qualsiasi strumento di conoscenza da un lato ad Atesir, dall'altro ad Hera. La gestione è stata messa a gara e (almeno sulla carta) potrebbe essere aggiudicata ad un altro gestore. Per quanto riguarda i costi, non siamo convinti che l'affidamento esterno comporti un risparmi”, recita il suo comunicato stampa relativo alla questione.

A seguito della votazione della nuova Tari 2018 e dell'aumento del 4% dei costi complessivi, sorge un altro dato importante segnalato da una parte dell'opposizione: "Nonostante I complessi calcoli effettuati da Atersir (Agenzia territoriale dell'Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti) il nostro comune non ha raggiunto il 70% di raccolta differenziata, e quindi non ci è concesso lo sconto per i Comuni virtuosi, anzi siamo costretti a pagare di più per la grande quantità di rifiuti indifferenziati prodotti. Inoltre, dato che si è estesa la raccolta porta a porta in qualche zona, Hera chiede di più, oltre ad aggiungere l'aumento del compenso per la gestione della riscossione della Tari".

Tutto questo è particolarmente grave anche in vista della piena applicazione della Legge regionale 16/2015 sull'“economia circolare”, che dispone obiettivi vincolanti fino al 2020, "come ad esempio l'introduzione della tariffazione puntuale (pagando in base ai rifiuti indifferenziati prodotti e consegnati e non in base ai metri quadri o al numero dei componenti la famiglia, così come per le utenze non domestiche), con lo scopo di ridurre rifiuti,accrescere la differenziazione e, di conseguenza, le entrate per la materia recuperata da parte chi gestisce il servizio di raccolta. Conseguenza (paradossale) ultima di questi meccanismi, sarebbe quindi una riduzione sistematica dell' importo della Tari che invece aumenta a vista d'occhio".
L'Altra Faenza si augura che l'auspicio dell'assessore all'Ambiente, secondo il quale questa possa essere l'ultima Tari calcolata in questa maniera, diventi realtà.

In merito al voto sul progetto Disimballiamoci L'Altra Faenza ritiene che sia "un'ottima iniziativa, una buona pratica che le associazioni ambientaliste hanno proposto per promuovere una riduzione della produzione di rifiuti. E' rivolto in particolare, oltre che ai consumatori, a piccole attività commerciali. L'abbiamo subito appoggiato, insieme ai consiglieri del M5S, e a suo tempo fu votato all'unanimità dal Consiglio comunale. Questo progetto andrebbe esteso a tutti i Comuni, noi lo proporremo al Consiglio dell'Unione della Romagna faentina. Abbiamo proposto che l'anno prossimo la riduzione della produzione di rifiuti dovuta a questo progetto (e auspicabilmente ad altre iniziative con lo stesso fine) venga conteggiata in riduzione nel Pef (Piani economici e finanziari) e, quindi, a riduzione della Tari per evitare che gli sconti - giustamente riconosciuti agli esercenti virtuosi - siano pagati da tutti gli altri se l'importo complessivo del costo del servizio pagato al gestore resta lo stesso. Da segnalare, invece, come le Associazioni di categoria non abbiano inteso aderire e quindi promuovere l'iniziativa presso i propri associati, dimostrando così scarsa sensibilità su questi temi".

(Annalaura Matatia)

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