Patuelli, presidente Abi, a palazzo Sersanti per parlare del ruolo delle banche

Pubblicata il 6 aprile 2018

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Patuelli, presidente Abi, a palazzo Sersanti per parlare del ruolo delle banche
Imola. Lunedì 16 aprile alle 17,30 nella sala Grande di Palazzo Sersanti Antonio Patuelli, presidente dell'Abi, affronterà l'argomento "Strumenti per lo sviluppo locale e la promozione del territorio" assieme al condirettore de “Il Resto del Carlino” Beppe Boni. Saranno presenti Fabio Bacchilega presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, Alessandro Curti presidente Associazione “Giovanni Codronchi Argeli” e Francesco Corrado presidente Centro Studi “Luigi Einaudi”.

L'incontro è organizzato Il Centro per lo Sviluppo Economico del Territorio Imolese “Cseti” della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, l'Associazione Liberi Professionisti e Lavoratori Autonomi “Giovanni Codronchi Argeli” ed il Centro Studi “Luigi Einaudi”

Lo Cseti è stato istituito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola nel 2002 e pensato come mezzo per il sostegno di attività, soggetti ed iniziative, che abbiano come scopo la valorizzazione del tessuto economico del territorio di tradizionale radicamento della Fondazione stessa, nell'ambito delle proprie attività e dei propri programmi statutari. L'Associazione “Codronchi Argeli” ha come scopo principale quello di studiare le problematiche delle libere professioni e promuoverne le valorizzazioni nel rispetto degli ordinamenti e delle leggi che le regolamentano, proponendo anche possibili modifiche legislative e normative per il loro miglioramento. Il Centro Studi “Luigi Einaudi” si focalizza principalmente sui temi ed i pensieri cari all'Emerito Presidente della Repubblica e grande statista del movimento liberale.

L'obiettivo degli enti organizzatori vuole essere quello di fornire una visione il più possibile concreta sul ruolo che il sistema bancario può svolgere a supporto delle imprese e dei professionisti per i loro investimenti e i nuovi progetti.

Lasciando da parte le polemiche sterili su quanto si poteva fare (come l'intervento statale, quando era possibile, per il salvataggio delle 7 banche, e che la Germania ha abilmente sfruttato), guardiamo al futuro, a quello spirito che ha animato la costruzione posbellica e che le banche hanno favorito in modo determinante.

Una sola considerazione: le start-up in Italia sono state finanziate per poco più di 200 milioni di euro, in Francia per 700 milioni di euro, per non parlare degli Usa per oltre 700 miliardi di euro; come possiamo competere con queste nazioni? Diventa necessario recuperare il rapporto fiduciario tra banche, imprese, privati, e si chiede alle banche di valutare le possibili erogazioni anche in funzione dei progetti e delle idee di sviluppo futuri e non solamente per le situazioni attuali (gli algoritmi non sono umani): la crisi del 2008 c'è stata per tutti, ma pochi, data la natura delle stesse imprese, hanno potuto finanziarsi con aumenti di capitale o con l'intervento della Stato

“La difficile arte del banchiere”, parafrasando il titolo di un libro uscito in riedizione qualche anno fa in collaborazione con l'Abi, che raccoglie un estratto degli scritti del grande economista e studioso, diventa cruciale e deve fornire le modalità e la guida per consolidare questo promettente momento post crisi.

Con il contributo di Antonio Patuelli, da poco riconfermato presidente dell'Abi, che ha ricordato più volte come “…nei momenti più difficili, per trovare un orientamento più solido e sicuro, occorre riferirsi innanzitutto ai principi, soprattutto dopo una grave e lunghissima crisi economica, dalla quale si cerca di uscire con maggiore forza; occorre definire e ridefinire nuovi elementi di etica in questa fase di crisi, anche morale, dell'Occidente”, gli enti organizzatori si propongono di fornire una visione il più possibile concreta sul ruolo che il sistema bancario può svolgere a supporto delle imprese e dei professionisti per i loro investimenti e i nuovi progetti.

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