I nuovi padroni

Pubblicata il 7 aprile 2018

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Il servilismo degli uomini per le supposte simpatie e antipatie dei loro padroni temporali e dei loro Dei, quantunque essenzialmente egoista, non è sempre ipocrisia: esso fece nascere sentimenti di avversione perfettamente veri, e spinse gli uomini ad accendere i roghi dei maghi e degli eretici.
(John Stuart Mill)

Valeva la pena di perdere le elezioni per assistere allo spettacolo acrobatico di questi giorni.
Il Fatto Quotidiano evidenzia affinità che M5S e PD ignoravano di avere.
Stanchi intellettuali di sinistra, passati al servizio dell'ennesima rivoluzione culturale annunciata, disegnano spericolate traiettorie storiche e valoriali che portano invariabilmente a suggellare il sostegno gregario del PD alla lunga marcia del compagno Di Maio.
Un approdo, garantiscono, preteso dalla storia e dall'etica nonché, naturalmente, dell'interesse del Paese.
Al confronto la teoria di Moro sulle convergenze parallele era roba da dilettanti.

“Con sorprendente rapidità e deprimente superficialità scrive Stefano Zan - molti intellettuali della sinistra hanno decretato che i 5Stelle sono la nuova sinistra perché hanno raccolto i voti della vecchia sinistra, incorrendo in un pregiudizio sociologico”.
Alimentato forse dal desiderio di certificare la morte presunta del PD.
Accreditare l'idea che questo spazio politico sia ormai occupato dai grillini equivale a dirottare le speranze dalla sinistra che c'è, imperfetta quanto volete, verso una destinazione che di sinistra non è.
Come se ci fosse bisogno di aggiungere una falsificazione al lavoro che i dirigenti del PD stanno facendo egregiamente per conto proprio.

É (quasi) divertente osservare come il generoso sforzo di consegnare ai grillini una patente di sinistra si infranga sul loro rifiuto di accettarla.
Una, nessuna, centomila: l'identità pentastellata è equivoca come la verità di Pirandello.
E conveniente.
Credere che rinuncino alla loro ammiccante ambiguità per un onesto progetto riformatore in forza del condizionamento di questo malridotto PD significa non capire di cosa stiamo parlando.
Spogliate questo movimento della demagogia populista, l'uno vale uno, più soldi per tutti, il marketing commerciale sui costi della politica, le sceneggiate in autobus e non resterà quasi niente.
La virtù che molti vedono in loro altro non é che la proiezione trasfigurata dei nostri desideri frustrati.
“Fortis immaginatio generat casum”, dicevano i dotti, una forte immaginazione genera l'evento.

La verità è che la maggioranza dei pentastellati predilige, ricambiata, un accordo con la Lega, che non è esattamente la materializzazione dei nostri sogni giovanili.
A testimoniare la vera natura di un voto ad alto contenuto di protesta e a basso indice di progresso.
Se non vi piace il termine antisistema trovatene un altro capace di rappresentare un rigetto che va dal Governo all'Unione Europea, ostile a ogni intermediazione sociale, affascinato dal modello”democratico” di Putin.

Ancora ieri un intellettuale di riferimento grillino che sostiene di insegnare all'università di Genova, fra un insulto e l'altro, straparlava di uscita dall'Euro e di spesa pubblica libera, da pagarsi con l'emissione di mini bot.
Il pensiero corre mesto agli studenti del suo corso.
È evidente che il sentimento germinato nel Paese accomuna, al di là delle differenze, M5S e Lega, e contrasta con l'ortodossia riformista degli ultimi anni.
Gli elettori del PD lo hanno certo votato per riportarlo al governo ma gli altri, i più, hanno detto di non volercelo.
Questa elementare constatazione dovrebbe far giustizia da sola delle contorsioni mentali che addebitano al PD una mancanza di sensibilità istituzionale per il suo rifiuto a un accordo.
Dopo avergli rimproverato per anni, non senza ragione, di aver dato vita a commistioni spurie.
Rispettare la volontà dei cittadini parrebbe ancora una buona regola di condotta.
A meno che la fiera urgenza del momento non renda necessario uno sforzo comune, straordinario e temporaneo.

Non si comprende in ogni caso come sia concesso a coloro che del sentimento popolare sono larga espressione di sottrarsi al dovere di formare una maggioranza conforme ad esso, “perché non gli conviene”, mentre la responsabilità dello stallo viene fatta ricadere su chi si nega ad un alleanza difforme.
Tu chiamala, se vuoi, coerenza.

Due cose sono evidenti: che la sola centralità del PD è quella di un bersaglio e che i vincitori di oggi sono sollevati dai rilievi che venivano mossi a quelli di ieri.
Nei confronti dei grillini non c'è mai stato il pregiudizio che lamentano.
Al contrario.
Se si guarda alle oscure forme della vita interna e alle confuse idee di governo si può ben dire che non si è mai vista tanta indulgenza.
So' ragazzi.... pensa la gente.
Ragazzi che portano a casa il bottino pieno senza aver dato alcuna prova di sé, senza aver fatto niente per il Paese.
Ragazzi a cui stiamo consegnando i nostri destini.
Il PD fa bene a tenere il punto.

Se qualcosa potrà mai cambiare in quella compagine, sarà frutto della fermezza, non della condiscendenza.
Non è Renzi l'impedimento a una collaborazione.
Bersani e Letta hanno ricevuto lo stesso trattamento.
Il PD tutto ha ricevuto lo stesso trattamento.
Nelle piazze e in Parlamento.
Gridavano ladri, assassini.
Dicevano “loro”, non lui.
Loro eravamo noi.
E lo siamo ancora.
Colpevoli di pensarla in altro modo.

Perché quel che proprio non va nei seguaci di Grillo e Casaleggio non è l'inesperienza ma l'intolleranza giacobina che non accetta pensieri diversi, che nega dignità agli avversari e ricorre ad ogni mezzo per perseguire i suoi fini.
L'anima grillina non è cambiata.
Ha solo messo la cravatta.
Non è la nuova sinistra, e nemmeno la nuova DC.
Ma per ora alla gente va bene così.
Andrà bene anche Salvini.

Lui (“l'amico di Mussolini” lo chiama Bossi, che lo conosce bene) non è mica Berlusconi, ci si può fidare.
Ci sarebbe quella questioncina della razza bianca, delle ruspe, dei respingimenti in mare, ma sono quisquiglie.
Se hanno vinto, osservano i giornalisti neutrali, c'è poca da fare gli schifiltosi, vuol dire che sono bravi.
Manca in quasi tutti i commenti il tocco lieve dell'ironia.
La sola cosa che potrebbe aiutarci in questi difficili momenti.

(Guido Tampieri)

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