Candidato centro sinistra: da Articolo 1 – Mdp un no alla Cappello

Pubblicata il 12 aprile 2018

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Candidato centro sinistra: da Articolo 1 – Mdp un no alla Cappello
Imola. Dopo i problemi dei giorni scorsi, quando è stata rinviata a giovedì 12 aprile la decisione sul candidato della coalizione di centro sinistra, sembrava tutto appianato per dare finalmente il via libera a Carmela Cappello. Ma nelle ultime ore nuove nubi si profilano all'orizzonte dell'accordo tra le forze di centro sinistra.
Infatti dall'assemblea di Articolo 1 – Mdp di mercoledì 11 aprile è giunto un no secco sul nominativo proposto dall'ex sindaco di Imola Daniele Manca. E' stata la componente imolese a mettersi di traverso, a differenza dell'ala emiliana (Antonio Borghi e Vladimiro Ferri) favorevole all'accordo dopo il patto siglato tra llo stesso Manca, il presidente della Regione Stefano Bonaccini e Vasco Errani, fuoriuscito dal Pd nel 2017 per approdatare ad Articolo 1 – Mdp.

Il no giunto nella nottata tra l'11 e il 12 aprile ha scombussolato non pochi i piani ed ora all'incontro della coalizione di oggi pomeriggio (giovedì 12) Articolo 1 - Mdp dovrebbe arrivare con un no sul nome della candidata Cappello. Salvo sconfessare il volere dell'assemblea e procedere sulla strada dell'accordo raggiunto tra i “vertici”.
Cosa che però potrebbe portare ad ulteriori spaccature con la parte imolese di Articolo 1 - Mdp che si sentirebbe defraudata di una decisione assunta in assemblea.

Il boccino torna, quindi, in mano all'ex sindaco di Imola che dovrà decidere se forzare sul nome dell'avvocatessa in forza all'Acer, rischiando di perdere per strada quei voti portati in dote da Articolo 1 – Mdp, assolutamente necessari per evitare di uscire sconfitti dalle urne, o fare un ennesimo passo indietro e puntare su un nuovo nominativo. Che, giunti a questo punto, potrebbe essere non più un civico, ma espressione di partito, ad esempio quel Marco Panieri, giovane emergente del Pd, il cui nome da tempo circola tra i papabili alla poltrona di primo cittadino (elezioni permettendo).
Con quali conseguenze? Difficile da stabilire. Il rischio è quello di riaprire una discussione che si pensava chiusa, non solo tra le forze della coalizione, ma anche in casa Pd, a meno che i vari Tronconi, Castellari, ecc. non decidano di fare un passo indietro ed accettare qualsiasi decisione venga proposta.

In tutto questo bailamme, frutto della forte confusione che regna in casa del Partito democratico, restano sullo sfondo i programmi, le posizioni sui tanti problemi che attanagliano la città: dalla discarica alla sanità; dall'autodromo all'Osservanza, senza tralasciare la drammatica situazione del welfare e della crisi economica che continua a mordere.

Sarebbe stato molto più logico e trasparente che le differenze emergessero su come affrontare i problemi della città, piuttosto che sui nomi e sull'eventuale spartizione delle poltrone, visto anche che all'interno della coalizione vi sono posizioni diverse su gran parte delle questioni che dovranno essere affrontate dalla futura Giunta.
Lo “spettacolo” di questi giorni non farà certo bene a chiunque sarà il candidato della coalizione che dovrà ricucire rapporti non proprio idilliaci tra le varie componenti e posizioni distanti, se non opposte, sui temi che saranno al centro della campagna elettorale.

(v. z.)

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