Teleriscaldamento o caldaia a condensazione?

Pubblicata il 12 aprile 2018

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Massimo Bolognesi
Sono trascorsi quattro anni da inizio lavori del primo intervento e l'ingegner Bolognesi presenta i dati del nuovo lavoro portato a termine per distaccare un intero fabbricato dall'utilizzo del teleriscaldamento per renderlo autonomo tramite una caldaia a condensazione (alimentata a gas di città): i dati di risultanza che presenta altro non sono che una conferma della validità e della convenienza dell'intervento, non trascurando, in quest'occasione, di esaminare anche l'aspetto ecologico, tema di scontro abbastanza aspro nella precedente occasione.

Per la precisione e l'affidabilità dei dati esposti, Bolognesi raffronta i due sistemi di riscaldamento (e produzione acqua calda sanitaria) a parità di GG (gradi giorno), riparametrando i dati ad un anno standard (misure Arpae). In questo modo si perviene a risultati che non possono non stupire: contro un consumo di kWh del Tlc (Teleriscaldamento) risultato pari a 70.531, si riscontra per la caldaia a gas metano un consumo di 66.526 kWh; la spesa scende da 9.328,60 € a 5.361,37, con un costo per kWh che scende da 13,2 € a 8,1. Non è difficile riscontrare che i costi per le modifiche necessarie, spese tecniche e amministrative nel giro di pochi anni vengono completamente ammortizzate, poi si comincia a risparmiare notevolmente.

Per quanto riguarda il rispetto dell'ambiente, Bolognesi fa osservare che la centrale termica di Hera, fatto 100 il rendimento del gas utilizzato, vede un 45,18% trasformato in energia elettrica, un 19,79 in energia termica e un restante 35,3 in emissioni a camino: un terzo abbondante del gas combusto finisce quindi riversato nell'ambiente.

Evitando di presentare innumerevoli tabelle riparametrate, il risparmio, a parità di rendimento ammonta ad oltre il 30% (34,6 per l'esattezza): in poco più di tre anni le spese vengono coperte e nell'arco di 10 anni si realizza un risparmio poco inferiore a 27.000 €.

Bolognesi ritiene che tale differenza sia, almeno in parte, da imputare al sovra-dimensionamento della centrale in fase di progettazione, e quindi all'investimento effettuato, oltre che alla mancanza di una vera e propria concorrenza presente sul mercato. Fino ad ora.

(Mauro Magnani)

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