Paolo Casadio racconta la Shoah vissuta da un bambino

Pubblicata il 12 aprile 2018

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Paolo Casadio racconta la shoah vissuta da un bambino
Faenza. La Shoah vista dagli occhi di un bambino. Giovedì 12 aprile, ore 21, alla Bottega Bertaccini di Faenza vi sarà la presentazione del libro “Il bambino del treno”, frutto del lavoro dello scrittore ravennate Paolo Casadio (è il terzo libro dopo “Alan Sagrot”(2012) e “La quarta estate” (2015).
Osannato dalla critica nazionale, che lo ha lodato sia per la qualità e la forma ma anche per il messaggio evocativo e toccante che ha efficacemente saputo trasmettere, "Il bambino del treno" è ambientato nel lontano 1935 e racconta la storia di Giovannino Tini (il protagonista) che prende servizio come capostazione a Fornello, una piccola fermata lungo l'Appennino tosco-romagnolo, sulla linea che va da Faenza a Firenze, insieme alla moglie Lucia, incinta, e al cane Pipito, due biciclette e le masserizie; passa il tempo e la famiglia Tini inizia a vivere tra i monti e i pascoli e il loro primogenito, Romeo, nasce e cresce in quel microcosmo fatto di solidarietà contadina e povertà.

Ma c'è un particolare storico che non va assolutamente trascurato: sono infatti gli anni del Fascismo, delle adunate, delle camicie nere che arrivano all'improvviso a controllare. A Fornello, luogo che pare dimenticato, l'atrocità del nazifascismo irrompe con violenza, tramite un treno che caricava ebrei (barbaramente definiti “bestie”) che viaggiavano verso Auschwitz.
Romeo, curioso e gentile, prende sotto la sua ala protettiva Flavia, una bimbetta che viaggia insieme al padre. 
Per Romeo è l'incontro con una realtà che ignorava, per entrambi segnerà un punto di non ritorno.

Anche questo libro segna una tappa fondamentale negli eventi legati alla memoria e alla conservazione del ricordo: “Sono state istituite le Giornate della memoria, è vero, ma il ricordo così è troppo circoscritto a quei giorni e basta”, commenta Paolo Casadio, che in questo incontro verrà affiancato da Roberto Matatia, che con la sua testimonianza e con il libro “I vicini scomodi” ha anche lui fornito una valida testimonianza di quanto terribile e efferata possa essere stata la strage della Shoah.

(a. m.)

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