GD Bologna: è sfida fra Fiom e Usb

Pubblicata il 13 aprile 2018

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Bologna Alla GD leader mondiale del packaging del tabacco, si sta giocando una partita forse decisiva tra sindacati, da una parte Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil e dall'altra Usb , su quali debbano essere i contenuti e l'azione sindacale nella contrattazione dei metalmeccanici e lo scontro si svolge proprio in questa importante azienda di 1.850 lavoratori, che da sempre ha definito a Bologna i più alti standard contrattuali, grazie ad un combinato fatto da un forte e radicato sindacato e da illuminati imprenditori.

Prima di addentrarci nel muro a muro odierno tra sindacati ricapitoliamo un attimo ciò che è successo prima. Tutto ha inizio con il rinnovo del contratto aziendale il cui iter inizia a fine 2015 con la presentazione della piattaforma e dopo circa due anni, siamo a settembre dello scorso anno Fiom, Fim, Uilm, Rsu e GD raggiungono una ipotesi di accordo sul contratto aziendale da sottoporre al voto dei lavoratori, che fin da subito trova l'ostilità di quasi tutti i trasfertisti e di molti altri lavoratori, tanto che si costituisce un comitato di lavoratori per il no, ovviamente alimentato da Usb che chiede il ritiro delle firme sindacali e la riapertura della trattativa, soprattutto su alcuni punti come il trattamento di trasferta e sui nuovi e flessibili orari di lavoro.

Il referendum si è svolto a metà ottobre la partecipazione al voto ha sfiorato l'80% gli aventi diritto e ha visto prevale i si all'accordo per 735 voti (51%) contro i 708 no (49%), sancendo una spaccatura a metà dei lavoratori, a cui hanno fatto seguito violente polemiche e la richiesta di disconoscimento del voto in quanto secondo Usb e i sostenitori del no sarebbe stato impedito a decine di trasfertisti all'estero di votare, ed è stato proprio in quel mese che decine di iscritti alla Fiom hanno aderito in massa ad Usb, così mentre Fiom, Fim e Uilm considerato valido il voto dei lavoratori procedevano alla firma definitiva del nuovo contratto aziendale, Usb si attivava per boicottarlo e chiedeva un nuovo referendum per la sua convalida.

A novembre in GD avveniva il rinnovo della Rsu, un autentico terremoto con Usb che diventava il primo sindacato con il 44% dei consensi ed eleggeva 16 delegati, seguivano la Fiom con il 37% e 13 delegati, la Fim con l'11% e 4 delegati e la Uilm con l'8% e 3 delegati e mentre il risultato elettorale della Rsu faceva dire alla Fiom che il “populismo” era entrato in fabbrica, Usb galvanizzata dall'esito di tale voto rilanciava chiedendo a Fiom, Fim e Uilm il ritiro della firma e di riaprire la trattativa su tutto il contratto aziendale, si delineava così la spaccatura sindacale, con Fiom, Fim e Uilm e i loro delegati che iniziavano a trattare con la Direzione della GD le modalità di applicazione del nuovo contratto e con Usb che invece convocata l'assemblea di lavoratori procedeva alla costruzione di un elenco di richieste per effettuare una sua trattativa con l'azienda.

Costruito una piattaforma con incluse corpose modiche al contratto aziendale Usb chiedeva di avviarne il confronto e di fronte al diniego della GD, all'inizio di febbraio Usb proclamava il blocco di straordinari e flessibilità e faceva effettuare ai lavoratori due ore di sciopero, ma ad inizio marzo continuando la chiusura aziendale al confronto, in una affollata ed animata assemblea di lavoratori, Usb proclamava un pacchetto di 40 ore di sciopero, le cui prime 4 ore si sono svolte il 22 di marzo a cui hanno aderito la stragrande maggioranza dei lavoratori.

Ma come si è arrivati a tanto? Eppure in GD un lavoratore ha tutto quello che un dipendente di un'altra impresa sogna, un elevato premio salariale fisso mensile oltre ad un premio di risultato annuale tassato al 10% che con il nuovo contratto è salito a 4.300 Euro, con il nuovo contratto la possibilità di orari flessibili potendo fare le 40 ore settimanali su 5 giorni in una fascia oraria giornaliera che va dalle 7 alle 19, la possibilità di estendere la maternità facoltativa da sei a nove mesi, un'assicurazione contro gli infortuni, invalidità o malattie a totale carico dell'azienda, la scuola dell'infanzia e il nido aziendale a prezzi calmierati, la palestra gratuita, un ristorante più che una mensa, una elevata indennità di trasferta per i lavoratori che ne vengono comandati, l'assicurazione sanitaria con incluse cure dentali gratuite per se e famigliari, e poi ancora borse di studio per i figli, rimborsi spese per i lavoratori che studiano, premi per gli esami universitari superati e un bonus di 120 euro a Natale per i figli dei lavoratori.

E tutto questo ottenuto dal 1970 ad oggi con una Fiom sempre largamente maggioritaria nei rinnovi del consiglio di fabbrica prima e della Rsu successivamente, tanto che gli altri lavoratori Bolognesi per i risultati che ottenevano quelli della “GD” venivano definiti “l'aristocrazia operaia”, ma oggi qualcosa si è inceppato, non basta però nascondersi dietro al fatto “che i lavoratori non hanno capito nulla del nuovo contratto” come insistono ormai da quasi sei mesi Fiom, Fim e Uilm, sicuramente i tempi cambiano le relazioni, i modelli e i comportamenti e questi vanno compresi insieme ad una rinnovata capacità d'azione.

Usb sta tentando di riaprire il contratto interno principalmente su tre questioni, salario, trasferte ed orari di lavoro, in una sua nota si afferma che in questi anni la GD ha macinato profitti e incrementato i volumi produttivi, pur tuttavia il contratto del 2017 è il più povero e con il minor consenso della storia GD, di altro parere Fiom, Fim e Uilm che affermano che nel nuovo contratto i soldi ci sono e non pochi e per trasferte ed orari di lavoro vi sono solo benefici per i lavoratori, su tali questioni le Rsu di Fiom, Fim e Uilm hanno costituito una commissione paritetica con la GD per una loro sperimentazione applicativa e inoltre si sta trattando sull'alternanza scuola lavoro ed in comunicato esprimono tutta la loro preoccupazione in quanto le iniziative di sciopero di Usb non fanno altro che alimentare la divisione tra i lavoratori.

E arriviamo al 22 marzo giorno in cui si sono svolte le prime 4 ore di sciopero, di un pacchetto di 40 ore a cui non è fissato un termine alla loro effettuazione, secondo Usb lo sciopero sarebbe pienamente riuscito sopratutto nel reparto montaggio e negli uffici, ai cancelli della sede centrale della GD in cui sono confluiti i lavoratori dell'azienda in sciopero e attivisti e lavoratori Usb da altre imprese si è svolta un'affollata assemblea pubblica con decine di interventi di dirigenti Usb e delegati e lavoratori GD.

E il 20 di aprile sono previste altre 4 ore di sciopero, in quanto la GD considerando chiusa la trattativa per il contratto aziendale, nega ad Usb il confronto di merito per modificarlo. Così che la spaccatura tra i lavoratori è totale con Fiom, Fim e Uilm che restano fermi nel portare avanti il nuovo contratto e ne evidenziano i benefici e con Usb che insiste con le azioni di lotta per affossarlo.

Dalla vicenda in corso alla GD si evidenzia il tentativo di Usb di entrare a “due piedi” nella contrattazione aziendale in corso a Bologna, tentando di condizionarne gli esiti, per vedere di allargare il suo consenso tra i lavoratori, ma sopratutto vanno comprese le posizioni di Fiom, Fim e Uilm il cui obbiettivo è di svolgere una eccellente contrattazione integrativa nel maggior numero di imprese in quanto da sempre quello ottenuto in Gd non è possibile ottenerlo in altre realtà.

Ma intanto la vicenda GD incendia altre imprese a Bologna, alla Toyota Cesab carrelli le Rsu Fiom e Usb hanno chiesto la modifica del meccanismo di calcolo del premio di risultato e la stabilizzazione dei lavoratori precari, e di fronte al no secco dell'azienda alla trattativa, il 9 di aprile è stato effettuato uno sciopero per l'intera giornata e che ha lasciato l'azienda praticamente deserta.

(Edgardo Farolfi)

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