IL POST DA ROMA: Traghetto e bombe, la stretta sul governo

Pubblicata il 15 aprile 2018

Vai alla sezione Cronaca »

IL POST DA ROMA: Traghetto e bombe, la stretta sul governo
Stride con lo “stallo” italiano l'intervento a suon di bombe di Washington, Londra e Parigi in Siria. Ed è probabile quindi che ci sia presto un'accelerazione nelle decisioni per formare un governo. Si inizia infatti a parlare – con un neologismo che entrerà nei vocabolari della politica – di un esecutivo di “traghettamento”. Traduzione: se centrodestra e Cinque stelle non siglano l'intesa, allora ci penserà il presidente Mattarella a indicare la soluzione designando un candidato premier che possa trovare un largo appoggio parlamentare pressoché unanime: nei fatti un eccezionale “governo del presidente”, diretto presumibilmente ancora una volta da un non politico, la cui bocciatura – questo è il risvolto del prendere o lasciare – aprirebbe una voragine istituzionale. Sull'identikit di un premier di questo genere vige il top secret e la fantasia di ognuno si può sbizzarrire.

Ci sono alternative. Per Mattarella è giunta l'ora delle scelte: o mandato esplorativo al presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, o a quello della Camera, Roberto Fico, perché verifichino in modo definitivo gli orientamenti dei partiti, o incarico al leghista Giancarlo Giorgetti con fama di bocconiano “dialogueros” amico di Washington, se il semaforo che porta al governo Lega-5 Stelle è più giallo che rosso. Meno probabile un incarico ai duellanti Salvini o Di Maio che devono elidersi a vicenda per non dare all'altro un eccesso di successo.

Il governo di “traghettamento” – qualora i 5 Stelle conservino la pregiudiziale anti Berlusconi e la Lega non accetti di smarcarsi da Forza Italia – avrebbe però bisogno dello scongelamento del Pd e di un accordo estremo centrodestra-Pd per evitare le elezioni anticipate con il rischio però di regalare un serbatoio di voti ai grillini, se quest'ultimi non dovessero partecipare al tavolo. Finora il Pd è restato un “partito Findus” congelato, dipendente da Renzi pur dimissionario con la parola d'ordine “abbiamo perso, fate voi, stiamo a guardare”. Forse anche lì qualcosa si muove. Il confronto interno divampa e l'assemblea nazionale per eleggere il nuovo segretario è stata rinviata a tempi migliori per non incrociarsi con le manovre per formare un governo. Se ci dovesse essere una svolta imposta dagli eventi (governo di traghettamento o monocolore 5 Stelle), il Pd sarebbe costretto a cambiare atteggiamento e a ritessere un'azione politica. In panne e marginale è pure Liberi e uguali (12 deputati, 4 senatori) che deve fare ancora i conti con il deludente risultato elettorale.

Contro l'estrema ratio di elezioni anticipate minacciate da Salvini e Di Maio come alternativa allo stallo punta i piedi naturalmente Mattarella. Il “Corriere della Sera” ha messo tra virgolette l'opinione dell'inquilino del Quirinale che potrebbe inventarsi il traghetto: “Serve un governo presto. E non si torna alle elezioni né a giugno né a ottobre, perché sull'Italia premono troppe urgenze interne e internazionali e perché dobbiamo perfezionare per tempo gli adempimenti in campo economico ai quali ci vincola l'eurozona”. Se le cose stanno così, il puzzle può riservare sorprese e siglare una tregua-traghetto prima di elezioni che è improbabile si tengano tra cinque anni nonostante Mattarella.

(Aldo Garzia)

Condividi questa notizia

facebook twitter linkedin google email
Tutte le sezioni
Notizie per località
Credits
Editore Xaiel srl
Via Rio Palazzi, 37
40026 Imola (BO)
direttore@leggilanotizia.it

P.IVA 02226881205
© Copyright 2011 Xaiel srl.
Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

Testata registrata presso il Tribunale di Bologna n.8167 del 16 marzo 2011. Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 15545

Questo sito è interamente gestito con il CMS i-Plug
Realizzazione sito:
Punto Triplo Srl